Nuova classificazione sismica degli edifici, la situazione per le aziende e i bonus per i privati

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Il 28 febbraio sono state definitivamente adottate le nuove “Linee guida per la classificazione sismica delle costruzioni”, come previsto dal ministero delle Infrastrutture con la legge di Stabilità 2017. La novità principale riguarda le classi, che oltre alle precedenti sei (A B C D E F) vedono l’aggiunta di altre due (A+ e G), ma qual è la situazione per i privati che devono ristrutturare e possono richiedere gli incentivi fiscali e per le aziende che dovrebbero mettere in sicurezza le loro strutture?

Per ottenere il bonus i proprietari di abitazioni private dovranno coinvolgere i professionisti della prevenzione antisismica durante tutte le fasi della ristrutturazione: verrà valutato sia lo stato dell’arte prima dell’inizio dei lavori, sia la validità del progetto, sia naturalmente lo stato ad opera conclusa. Saranno valutati gli indici SLV e SLD, ovvero di salvaguardia della vita e di stato limite di danno, inevitabilmente dipendenti anche dalla zona di rischio sismico (1 le zone a maggiore sismicità, 4 le zone meno soggette) indicata dalla Peak ground acceleration (PGA). L’incentivo fiscale può dunque arrivare fino all’80% se in conseguenza delle opere di ristrutturazione il rischio scende di due classi, percentuale che sale di 5 punti se si tratta delle parti comuni di uno stabile condominiale.

Per le aziende la situazione non è così vantaggiosa, anzi: la legge 90/2013 ha stabilito che i capannoni industriali devono essere messi in sicurezza secondo i nuovi criteri antisismici, in assenza di questo adeguamento viene negata l’agibilità, che è concessa dai Vigili del Fuoco. Interventi che hanno dei costi ingenti, considerato che nella stragrande maggioranza dei casi i magazzini, anche in zone ad alto rischio sismico, tipicamente hanno il tetto non fissato ma semplicemente appoggiato, le scaffalature e il soppalco industriale non ancorati a terra.

Questo vale in particolare per le nuove costruzioni, che se non vengono progettate secondo normativa non riceveranno l’autorizzazione. Invece per chi è già operativo può continuare ad utilizzare i propri magazzini senza un termine temporale specifico entro il quale adeguarsi, tenendo però in considerazione che le assicurazioni non saranno valide e quindi danni a stabilimenti, prodotti, persone o macchinari ricadranno per intero sulla azienda. Fanno eccezione le ditte che maneggiano materiali pericolosi, le quali entro qualche anno devono mettersi in regola, possibilmente concordando i tempi di intervento con gli organi di vigilanza.