“Nuova costante di Pitagora post virus”, regole per riaperture dei ristoranti

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Turismo e ristorazione a rischio, Limitazioni orarie, Nuova costante di Pitagora post virus
Ristorante, Fonte Wikipedia

Le riaperture dei ristoranti sono ormai prossime. Ecco come accadrà secondo il piano ribattezzato da molti “Nuova costante di Pitagora post virus”.

LA PREMESSA – Per permettere ai clienti di consumare allegramente i piatti proposti, senza nessun rischio di contagio, ecco quello che sembrerebbe essere la soluzione. Si tratta di un Documento tecnico su ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive nel settore della ristorazione dell’Inail, il quale fungerà da guida per le riaperture dei locali pubblici, a partire dal 18 maggio.

«Le sedute dovranno essere disposte in maniera da garantire un distanziamento fra i clienti adeguato. Tenendo presente che non è possibile predeterminare l’appartenenza a nuclei in coabitazione». Nuove autocertificazione per attestare vincoli di familiarità non sono quindi da escludere. Ma per quanto riguarda la distanza di quanto parliamo?

LE REGOLE PER LA RIAPERTURA – Sempre secondo il documento – «[…] va definito un limite di capienza predeterminato, massimo prevedendo uno spazio che di norma dovrebbe essere non inferiore a 4 metri quadro per ciascun cliente, fatto salvo la possibilità di adozioni di misure organizzative come, ad esempio, le barriere divisorie». La “Nuova costante di Pitagora post virus” continua specificando che: «La turnazione nel servizio in maniera innovativa e con prenotazione preferibilmente obbligatori può essere uno strumento organizzativo utile al fine anche della sostenibilità e della prevenzione di assembramenti di persone in attesa fuori dal locale». Inoltre scordatevi i tipici Buffet o simili negli hotel, o i menù fisici, perché saranno severamente vietati. Per questi ultimi si prediligeranno invece ordini del giorno o meno scritti su lavagne o consultabili tramite app.

Va da sé che tale situazione non compiace particolarmente ai ristoratori, i quali perderebbero il 60% dei posti. Ma purtroppo, per il momento, di soluzioni non ce ne sono altre.