Nuove divise Alitalia. I sindacati: “Sono altamente infiammabili”

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Debutto amaro per le nuove divise dell’Alitalia. Dopo la presentazione avvenuta a metà maggio, i nuovi completi per le hostess di volo disegnati dallo stilista Ettore Bilotta con materiali tutti italiani, hanno subito causato delle polemiche. Alcuni lavoratori hanno protestato nel pressi del Crew briefing center vicino al Terminal 1, contestando il mancato rispetto degli standard della Iata, l’associazione internazionale delle compagnie aeree, in quanto sarebbero state realizzate per il 70% in acrilico. Un materiale altamente infiammabile e quindi pericoloso in caso di incendio. Inoltre i delegati sindacali lamentano il fatto che le nuove tenute sarebbero prive di fregi: “sembrano solo un bel vestito e non sono nemmeno altamente riconoscibili dai passeggeri”, come riporta l’agenzia Omniroma. Le nuove tenute, di colore rosso e verde, sono state introdotte per mandare in pensione quelle che erano oramai in servizio da due decenni. Caratterizzate da uno stile rétro che non nasconde l’influenza araba derivata dalla nuova proprietà di “Alì talia“; come ha commentato Massimo Gramellini su La Stampa: “Direttamente da un incubo della Fallaci o da un romanzo di Houellebecq sull’Europa Saudita, ecco le nuove divise della compagnia aerea fu-italiana, ora di proprietà della Etihad di Dubai. Le ha disegnate un milanese, ma il committente è musulmano e si vede”.

Immediata la risposta di Alitalia
Alitalia ha comunicato che: “le affermazioni di alcune organizzazioni sindacali sul rischio di infiammabilità delle nuove divise Alitalia sono gravi, non suffragate da alcun elemento concreto e perciò totalmente prive di fondamento. Le divise sono per il 96 per cento di fine lana italiana e il restante 4 per cento di elastane. Hanno superato tutti i test sul rischio infiammabilità e rispettano nel modo più rigoroso gli standard di sicurezza imposti dalle normative vigenti. La compagnia si riserva di procedere nelle sedi appropriate al fine di tutelare la propria immagine contro accuse palesemente infondate”.
Che il vero problema non sia l’infiammabilità, ma piuttosto la bruttezza delle nuove divise?