Nuovi studi sulla carne, mangiarla non riduce l’aspettativa di vita

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Secondo uno studio condotto da ricercatori dell’Oxford University, mangiare carne non accorcerebbe la vita, purché lo si faccia con moderazione.

Già dopo l’allarme dato dell’Oms sulla carne rossa, i ricercatori di questo ateneo spiegarono che, tuttavia, mangiare carne rossa fa bene al cervello, ai muscoli e alla fertilità, ovviamente se parliamo di carne di buona qualità e assunta con moderazione. Gli stessi studiosi sono tornati sull’argomento e hanno assicurato che non vi sono differenze di mortalità tra carnivori e vegetariani, e che questi ultimi non hanno una vita più longeva dei primi.

L’analisi fatta da questi studiosi ha confrontato i dati di mortalità totale e le singole cause di due grandi studi prospettici di popolazione: l’Oxford Vegetarian Study (OVS) e l’EPIC-Oxford (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition-Oxford) e ha riguardato le abitudini alimentari e lo stato di salute di 60.310 adulti, tra vegetariani, vegani e consumatori di carne del Regno Unito negli ultimi 30 anni, valutando il rischio di malattie. Ne è emerso che meno del 10% di chi consuma carne rispetto agli altri gruppi ha contratto certe patologie, mentre, analizzando separatamente vegani e vegetariani non vi sono differenze di mortalità tra vegani e consumatori di carne.

Carne rossa
Carne rossa

Va comunque detto che questa analisi si riferisce alle popolazioni britanniche e statunitensi, il cui consumo di carne è superiore a quello del nostro Paese e le abitudini alimentari sono diverse, possiamo quindi presupporre che le conclusioni per la popolazione italiana siano ancora più rassicuranti.

La cosa importante è quindi seguire una dieta varia e non eccedere nel consumo di alcuni alimenti: moderazione.