Nuovo stadio della Roma: un idolo da adorare?

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L’eternità della città di Roma porta come conseguenza la difficoltà, anche per i romani stessi, di prendere troppo sul serio la quotidianità. Non che se ne disinteressino, ma riescono a viverla con un certo distacco, disincanto, dalla quale nasce la geniale – e a volte feroce – ironia. Una città che ha visto passare papi, re, imperatori e mediocri politicanti dei tempi moderni. Una città, quindi, abituata con le cose importanti. Una città, quindi, abituata troppo spesso a vivere di idoli. Che siano attori, cantanti, calciatori, pontefici, regnanti o capi popolo, ma qualcuno da idealizzare c’è sempre. Qualcuno, nell’informazione, deve averlo capito bene, tanto da specularci sopra. E non poco. È quanto sta accadendo intorno al nuovo stadio della Roma dove, come riassume lultimaribattuta.it, la situazione non è per niente rosea: “Intoppi su intoppi. La realizzazione del nuovo stadio della Roma a Tor Di Valle è tutt’altro che vicina. E non è solamente il “Messaggero” a far uscire di continuo scenari che mettono il discussione il maxi progetto. Ma anche la politica, con le perplessità del Movimento 5 Stelle e i dubbi, molti, della Regione Lazio. Poi ci sono i vari comitati che da tempo sono in prima linea e parlano non di stadio ma di “Ecomostro”. Eppure, complici i fallimenti sportivi della dirigenza americana, il nuovo stadio (con tutto il peso di interrogativi e contraddizioni irrisolte che si porta dietro) è sempre stato usato e sbandierato come paradigma di un futuro fantasmagorico che, però, è sempre un passo più in là da venire. L’idea del nuovo stadio è sempre stata presetata come medicina e cura a fronte delle gravi ferite sportive. Un idolo, quello dello stadio, che sembra godere (come tutti gli idoli) di quell’aurea, complice anche una stampa tendenzialmente complice, di intoccabilità. Dello stadio non si può parlare; di esso si possono solo narrare le (future) gesta e vantaggi che saranno. Di tutti gli aspetti preoccupanti e poco chiari, c’è solo da tacere.