Offensiva in Siria e Iraq, l’Is perde terreno

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I resti archeologici di Palmira
I resti archeologici di Palmira

Dopo gli attentati di Bruxelles, l’offensiva contro le truppe jihadiste in Sira e in Iraq ricomincia ancora più forte. Nelle ultime ore la coalizione guidata dagli Usa ha condotto 34 attacchi: 26 in Siria e 8 in Iraq.  Mentre le truppe governative e le milizie a loro legate conquistano sempre più territorio nel nord di Palmira, le truppe dell’Is sollecitano la popolazione siriana ad abbandonare il centro abitato della città. Intanto, le forze irachene procedono verso Mosul, roccaforte delle forze jihadiste dal 2014.

Conosciuta per le sue rovine archeologiche, Palmira è oramai da settimane il teatro di scontri tra le forze anti-jihadiste e i miliziani dello Stato Islamico. Bombardamenti aerei e uomini armati stanno guidando l’offensiva. Le forze dell’Is sono state costrette ad abbandonare la parte settentrionale della città, rifugiandosi verso il centro, nella zona dei giardini. A seguito della ritirata, gli scontri sono continuati in una zona agricola annessa al quartiere di al-Garf, nella parte occidentale della località.

Sul versante Iraq, invece,  l’esercito iracheno, con l’ausilio dei raid della coalizione internazionale a guida Usa e delle forze curde, ha lanciato una nuova offensiva contro le postazioni dell’Is nella località di Majmur e diverse zone della strategica località di al-Qayara, 50km a sud di Mosul. Anche su questo fronte si procede per via aerea e terrestre. L’obiettivo finale delle forze irachene è la conquista di Mosul, la città principale nel nors dell’Iraq. Questi primi bombardamenti, infatti, sono solo una parte dell’operazione denominata Fath (“conquista”). Da un comunicato delle forze irachene apprendiamo che l’avanzata procede: i villaggi di Nasr, Karmandi, Kathila e Kherbardan sono di nuovo sotto il controllo delle forze di Baghdad.