Olimpiadi Rio 2016: Cagnotto-Dallapè coppia d’argento

Tania partecipa anche in singolo e porta a casa il bronzo.

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francesca dallapè tania cagnotto
francesca dallapè tania cagnotto

L’Italia conquista il secondo gradino del podio nei tuffi in sincro alle Olimpiadi di Rio 2016.
Una medaglia che ha il sapore del riscatto dopo la delusione a Londra 2012 quando un quarto posto, per entrambe le atlete, apparve più che superfluo.
Tania e Francesca sono da subito molto concentrate e dopo l ordinario indietro carpiato si piazzano seconde dietro le cinesi. Rimango tali anche a seguito del tuffo successivo, questa volta il rovesciato; strappano applausi e dopo aver dimostrato un ottimo sincronismo si aggiudicano qualche punto di vantaggio rispetto alle britanniche e alla coppia malese.
Al terzo turno tocca fare i conti con un vecchio fantasma: l’avvitamento in avanti che a Londra si era dimostrato fallimentare. Questa volta riesce meglio e permette alle azzurre di tentare il distacco con le altre concorrenti.
Il quarto tuffo è il Triplo salto mortale e mezzo avanti carpiato dopo il quale l’argento non è lontano . Si chiude con un doppio salto mortale e mezzo ritornato carpiato. Questo il salto grazie al quale le azzurre guadagnano la medaglia tanto desiderata.

E’ d’argento ma pesa molto di più, vale molto di più. E’ il simbolo di una passione che non ha smesso di brillare dopo l’occasione persa qualche anno prima, anzi tale circostanza ha dato loro la motivazione giusta per prendersi una personalissima rivincita. E’ una medaglia bagnata da  lacrime di gioia, sudore, sacrificio e orgoglio… che hanno dimostrato non aver mai lenito. E’ qualcosa che rafforza sempre di più l’amicizia di due atlete che alla fine dell’impresa, se la si può chiamare cosi, hanno racchiuso in un abbraccio tanta stima reciproca ed emozione.
Dal bilancio finale è doveroso riconosce le abilità delle cinesi, ancora una volta irraggiungibili, ancora una volta meritevoli dell’oro; il bronzo invece va all’Australia.

La Cagnotto però si è tolta poi un’altra soddisfazione. Quella di Rio è stata per lei la quinta Olimpiade in carriera probabilmente l’ultima e la campionessa, nativa di Bolzano porta al collo anche una medaglia di bronzo tutta sua, dopo aver partecipato al singolo. In quell’occasione forse è stata la canadese la rivale più temuta ma il desiderio di vincita unita ad una grande esperienza e passione hanno prevalso.

A noi sostenitori non resta altro che ringraziarla per tante emozioni condivise, complimentarci e augurarci che la voglia di tuffarsi in lei non si spenga, ma che si rinnovi sempre, magari anche nelle vesti di coach, proprio come suo padre Giorgio.