Omicidio Benevento, continuano le indagini. Un giallo ancora irrisolto

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Il luogo del delitto
Il luogo del delitto

Rimane un giallo irrisolto quello della giovane ragazza uccisa nel beneventano domenica, Maria Ungeranu. Ieri sera gli investigatori hanno passato tutta la notte ad interrogare Daniele Ciocan, il maggiore indiziato, e i genitori della vittima. Daniele ha confermato la sua versione dei fatti: avrebbe lasciato la bimba intorno alle venti davanti la chiesa di San Salvatore Telesino.

Ancora troppo presto per dire se si tratti del ventunenne suo connazionale sospettato dell’atroce crimine, indagato ma a piede libero in mancanza di gravi indizi; oppure se l’omicida sia un uomo ancor più vicino a lei ma coperto da una patina di insospettabilità. «Ha precisato alcune cose – ha detto il suo legale – e le indagini ora sono a un punto cruciale». Qualcosa non quadra nella versione che la polizia ha ricostruito fino ad adesso. Qualche pezzo del puzzel risulta mancante. A questo punto tutte le fiducie vengono riposte nell’analisi biologica dei reperti, resti pietosi sui quali si concentrano gli esami dei Ris. La macchina di Daniele, il corpo della ragazza,  il resort di piazza Pacelli e la casa dei genitori di Maria sono stati sequestrati e perlustrati dalle forze dell’ordine.

Nel corso delle indagini sono stati interrogati anche la maestra di Maria e il parroco della chiesa. Entrambi sono sconvolti e increduli. Per la maestra è impossibile che quella ragazza così tranquilla subisse abusi. «L’ho avuta in classe in questi due anni: aveva una gran voglia di imparare. Per premiarla della sua bravura in disegno e musica quest’anno le abbiamo dato dei 7 sulla scheda, l’anno scorso aveva avuto tutti 6 e si era dispiaciuta: purtroppo non riuscirà a vederli. Nonostante il suo italiano non perfetto, si impegnava. A fine anno abbiamo restituito ai bambini i loro disegni: Maria faceva tanti cuori, stelle e fiori. Non era mai cupa o triste. A fine maggio abbiamo fatto una gita al Paleolab di Pietraroja con pranzo in un agriturismo: Maria ne ha parlato entusiasta per giorni».

Il parroco ha riferito che poco prima del delitto ha visto la ragazza in chiesa. «L’ho intravista. Due minuti ed è andata via: il sacrestano mi ha detto che si è informata perché voleva venire alla processione per Sant’Anselmo d’Aosta. Quando ha saputo che era stata annullata per la pioggia, è tornata a casa e ha mangato qualcosa, poi ha detto al papà che tornava in chiesa, ma in realtà qui non è piùvenuta. In chiesa veniva spesso e serviva la messa con la sua tunica bianca. Non aveva ancora fatto la prima comunione. Quello che si capiva era che aveva un grande bisogno di affetto. Il ragazzo suo connazionale veniva in chiesa qualche volta, ma lo vedevo tutte le mattine uscire dalla sua casa, che è qui di fronte. Mi è sembrato un ragazzo rispettoso, non ho notato mai niente di negativo, e non sapevo neppure che si conoscessero».