Omicidio Vannini, il ministro della Giustizia Bonafede: “Comportamento del giudice inaccettabile”

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Dolore e sconcerto per la sentenza del processo d’appello relativo all’omicidio di Marco Vannini, con la quale la Corte d’Assise di Appello di Roma, riqualificando il reato in omicidio colposo, ha ridotto la pena di reclusione nei confronti di Antonio Ciontoli da 14 a 5 anni.

Il provvedimento è stato accolto dai familiari della vittima con grida di protesta e contestazioni, alle quali il presidente della Corte ha replicato: “Questa è un’interruzione di pubblico servizio ai sensi dell’articolo 40 del codice penale. Se volete farvi una passeggiata a Perugia, ditelo” .

Per i genitori di Marco è come se il figlio fosse stato assassinato di nuovo”, ha dichiarato l’avvocato Celestino Gnazi, legale della famiglia Vannini. “Attendiamo le motivazioni, che verranno depositate entro 45 giorni. Ci auguriamo che la Procura generale presenti ricorso in Cassazione perché questa vicenda deve arrivare al vaglio della Suprema corte“.

Marco Vannini è morto a Ladispoli nel maggio del 2015 all’età di 21 anni, mentre si trovava in casa della famiglia della sua fidanzata, per un colpo di pistola partito in circostanze mai chiarite.

Il video che mostra la lettura del dispositivo è stato trasmesso ieri sera a Chi l’ha visto?, il programma condotto da Federica Sciarelli, la quale ha commentato: “Questa sentenza ha smontato l’accusa in primo grado, derubricandola da omicidio volontario a omicidio colposo. Ammesso che Ciontoli non abbia sparato volontariamente a Marco, come si giustifica l’omissione di soccorso? I referti medici dicono chiaramente che il ragazzo poteva essere salvato, se avessero chiamato in tempo l’ambulanza e se avessero detto subito che si trattava di un colpo di pistola e non di un buchino fatto con il pettine“.

Il ministro della giustizia Alfonso Bonafede, destinatario in questi giorni di molteplici messaggi da parte di cittadini sconvolti in merito alla vicenda, ha diffuso in queste ore un video sui propri canali social in cui dichiara che, pur non potendo entrare nel merito della decisione, trova “inaccettabile che un magistrato si rivolga così alla mamma di un povero ragazzo morto dicendole ‘Se volete farvi un giro a Perugia fate pure’. Un magistrato ha tutti gli strumenti per mantenere l’ordine in un’aula giudiziaria. Per questo ho già attivato tutti gli uffici per la verifiche e gli accertamenti del caso”.

Stamattina ho chiamato personalmente la madre di Marco Vannini”, aggiunge il guardasigilli, “le ho parlato e parleremo ancora qui al ministero, dove nei prossimi giorni avrò modo di incontrare i genitori di Marco”.