Open Arms: “non possiamo raggiungere la Spagna”, ed è di nuovo emergenza.

Il ministro dell’Interno replica: ‘ è una situazione inaccettabile’

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Fonte Wikimedia Commons

E torna ad essere in primo piano la notizia della nave Open Arms giunta in acque territoriali italiane giovedì scorso e che si trova, al momento, ormeggiata al largo di Lampedusa.

Le tensioni politiche però non si placano ed a seguito del diniego del permesso di sbarco (provvedimento che riporta solo la firma del vicepremier Matteo Salvini) sono giunte al comandante della ONG le offerte di un “porto sicuro” da parte di Spagna e Francia. Ma a quanto pare dal comando di Open Arms giunge voce che l’imbarcazione non è intenzionata a ripartire lasciando il porto di Lampedusa poiché il viaggio verso la Spagna peggiorerebbe le condizioni dei naufraghi.

Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato di aver offerto il porto di Algesiras per lo sbarco dei migranti a bordo della nave Open Arms. “Ho indicato che il porto di Algeciras sia abilitato per ricevere OpenArms. La Spagna agisce sempre nelle emergenze umanitarie” ha scritto su Twitter. Ma Open Arms ha risposto “Non abbiamo rifiutato l’offerta della Spagna, solo fatto presente che dopo 17 giorni in mare con 107 persone stremate e la situazione di emergenza a bordo non siamo in grado di affrontare 7 giorni di mare”, ha spiegato la Ong.

Dura è giunta la risposta da parte del ministro Salvini: “La Ong spagnola rifiuta il porto offerto dalla Spagna – ha scritto su Twitter – Incredibile e inaccettabile, organizzano crociere turistiche e decidono loro dove sbarcare??? Io non mollo, l’Italia non è più il campo profughi d’Europa“.

Intanto oggi alcuni migranti hanno trascorso la loro prima notte sulla terraferma nell’hotspot dell’isola e , dopo 16 giorni vissuti sul ponte della nave, sono stati fatti sbarcare 27 ragazzi in quanto minori non accompagnati.

Sempre poche ore fa altri Cinque naufraghi invece, con addosso giubbotti-salvagente, si sono gettati dalla Open Arms tentando di raggiungere a nuoto la costa di Lampedusa. La tensione aumenta mentre la soluzione è ancora una volta un atto politico.