Oscar: scontro tra Spike Lee e Charlotte Rampling

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Si sa quando il meccanismo degli Oscar parte tutti si sentono in grado di dire la propria ma soprattutto iniziano le polemiche sugli esclusi dalle nomination. Il 28 febbraio sembra lontano ma in realtà è vicinissimo. Per noi italiani, la serata degli Oscar è importante ma serve a ricordarci che le settimane precedenti, che saranno quelle del Festival di Sanremo, sono poca cosa rispetto alla magnificenza di questa manifestazione che rasenta o dovrebbe rasentare la perfezione del mondo hollywoodiano e cinematografico in genere.

spike lee
Spike Lee, uno dei portavoci del boicottaggio degli Oscar. È stato lui a creare l’#OscarSoWhite.

Non appena sono stati annunciati i candidati alle statuette, ognuno ha espresso la propria idea ma poi è passato con molta calma ad attendere la serata. Ciò non accade, invece, per gli esclusi che hanno iniziato ad alzare un polverone tanto enorme quanto assurdo per molti mentre realistico per altri.

Il primo tra tutti è stato Spike Lee che ha dichiarato che nella selezione dei candidati da parte dell’Academy, c’è stato un principio di razzismo dato che non c’è un attore di colore. È iniziata così, una querelle che ha visto rispondere per prima l’attrice  Charlotte Rampling. Infatti, ha ribadito, attraverso un’intervista, dicendo:  “Non puoi avere certezze in merito, ma forse gli attori neri non meritavano di entrare nella selezione finale. E poi perché classificare le persone? Viviamo in Paesi dove più o meno sono tutti accettati“.

charlotte Rampling

 

 

michael caine

 

 

 

 

 

 

 

Sulla stessa lunghezza d’onda Michael Caine che si è accodato alla collega con queste parole:  “Non puoi votare un attore solo perché è nero. Non puoi dire: Lo voterò. Non è tanto bravo, ma è nero. E quindi lo voterò. Deve aver offerto una buona performance“. Mentre sul fronte opposto si trova Dustin Hoffman che ha fatto sapere che in America, esiste un razzismo subliminale. Ecco le frasi più rilevanti del suo discorso che ha toccato qualcosa di più grande e più importante, del semplice vincere un oscar: ” Nel nostro paese c’è del razzismo subliminale, ed è sempre stato lì. La fine della guerra civile, avvenuta solo 200 anni fa, non ha cambiato le cose. Oltre agli artisti di colore non candidati, c’è un problema più grande che riguarda i giovani neri uccisi nelle nostre strade dalla polizia. È questo il problema maggiore”.

 

Dustin Hoffman