Pagamenti con la carta di credito: in aumento le transazioni digitali

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Gli esercenti devono fare i conti con due fenomeni importanti, da un lato l’aumento del commercio elettronico, dall’altro la crescita dei pagamenti digitali effettuati principalmente con le carte. Questi due aspetti, oltre al nuovo obbligo di dotarsi delle macchine per i pagamenti tracciabili, rendono sempre più importante ricevere pagamenti con le carte di credito attraverso dispositivi POS.

Secondo l’Osservatorio Innovative Payment, a cura del Politecnico di Milano e del consorzio Netcomm, nel 2019 le transazioni con le carte in modalità contactless (senza inserire la carta nel POS ma approssimandola utilizzando la tecnologia NFC) sono aumentate del 300%. SumUp, una delle società specializzate nei lettori POS moderni, ha registrato un incremento dei clienti che utilizzano le sue macchine del 250%, mentre nei primi mesi del 2020 i pagamenti con le carte di credito sono saliti dell’80%.

Le carte sono sempre più utilizzate, dunque, non solo nel metodo tradizionale ma anche tramite la registrazione all’interno dei wallet digitali, come Google Pay, Apple Pay e Satispay. Questi portafogli virtuali permettono di pagare con lo smartphone, usando le carte collegate all’applicazione per finalizzare l’acquisto in negozio o nell’e-commerce in modo telematico. Dotarsi di un POS è dunque non solo un obbligo, ma una necessità per garantire il fatturato ed evitare di perdere clienti.

Quali sono i modelli di POS presenti sul mercato

La tendenza degli italiani ad adoperare le carte di credito, di debito e prepagate al posto del contante richiede l’adeguamento da parte degli esercenti. Allo stesso tempo è indispensabile scegliere il POS giusto per la propria attività, in base alle esigenze del business, alle tecnologie integrate nella macchina e al servizio che si desidera offrire ai propri clienti.

Per capire quale POS utilizzare è possibile fare affidamento al proprio istituto bancario, o scegliere i vari dispositivi che si appoggiano al proprio smartphone per eseguire le transazioni e che vengono definiti Pos Mobili. Per meglio dirlo, come spiegato sul sito GuidaPos.com “Qualsiasi smartphone o altro device mobile (come un tablet ad esempio) possono diventare un Pos Mobile. In pratica, è sufficiente scaricare un’App e collegare un piccolo apparecchio che è in grado di “leggere” le più comuni carte utilizzate per i pagamenti elettronici, effettuando la transazione.”

La scelta del POS, infatti, richiede particolare attenzione poiché è un device fondamentale per la propria impresa. Innanzitutto esistono diverse opzioni, come i dispositivi fissi, portatili, cordless e gli innovativi POS Mobile. I POS fissi sono quelli classici, da utilizzare nei negozi e collegare alla rete internet tramite un cavo Ethernet, per sincronizzare la macchina con il software gestionale dell’azienda per la contabilità.

I POS cordless sono dotati di batteria per essere adoperati anche lontano dalla postazione, ad esempio per un ristorante che consente ai propri clienti di pagare il conto al tavolo. I POS portatili sono al momento i device più apprezzati, poiché sono collegati alla connessione mobile attraverso una scheda SIM, una soluzione perfetta per professionisti, lavoratori autonomi ed eventi temporanei come fiere e mercati.

I POS Mobile sono gli apparecchi più innovativi sul mercato, infatti sono associati a un’applicazione da scaricare nel proprio smartphone, in questo modo si può usare il telefono per accettare i pagamenti con le carte di credito tramite la modalità contactless e la tecnologia NFC. Si tratta di un’opzione molto utili per chi lavora in mobilità, ad esempio come i taxisti o chi effettuata consegne a domicilio con pagamento alla consegna della merce.

Come scegliere il POS giusto per la propria impresa

Scegliere il POS per la propria attività non è semplice, infatti l’offerta è piuttosto ampia e bisogna considerare anche i costi del servizio per la gestione delle transazioni con la carta. Prima di tutto è essenziale capire quale tipo di lettore POS utilizzare, selezionando la macchina giusta tra i modelli fisso, cordless, portatile o mobile.

Dopodiché è necessario comprendere quale formula adottare, ad esempio l’acquisto del POS oppure il noleggio. Nel primo caso l’investimento iniziale è elevato, in quando questi apparecchi possono costare da 100 fino a 300 euro o più, tuttavia si paga una volta sola. Con il noleggio è previsto un canone mensile tutto compreso, una soluzione flessibile la quale però costringe a mantenere il vincolo con la società che fornisce il device e i servizi integrati.

Inoltre bisogna tenere conto delle commissioni applicate sulle transazioni con le carte di pagamento, con spese che possono andare dall’1 al 2,75% ad operazione a seconda del provider. Da non sottovalutare è il collegamento del POS con il proprio conto corrente aziendale, infatti alcune banche propongono la macchina in comodato d’uso o dietro pagamento di un canone, mentre altri dispositivi come quelli di SumUp funzionano con qualsiasi conto senza restrizioni.

Infine è necessario considerare aspetti come le funzionalità smart del device, la qualità dell’app per i dispositivi mobili, l’efficienza dell’assistenza clienti e le tecnologie supportate dalla macchina. Dal primo luglio 2020 il POS è diventato obbligatorio per aziende e professionisti, i quali sono costretti ad accettare i pagamenti con le carte di credito, tuttavia si può usufruire di un credito d’imposta per ricevere un bonus fino al 30% dei costi applicati dalle banche.