Palermo, assessore alle attività sociale si prende cura di 480 migranti

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E’ una storia che commuove. Quasi cinquecento figli e una madre. Loro vengono da lontano, arrivano dal mare affrontando viaggi interminabili. Lei l’assessore alle attività sociali di Palermo, Agnese Ciulla. La sua avventura incomincia tre anni fa quando il Sindaco le affida la carica che detiene ancora oggi. Decide a quel punto di fare qualcosa di concreto per aiutare la comunità: così diventa tutore di ben 480 migranti, la maggior parte minorenni.

Agnese gli fa da mamma. Dall’iscrizione a scuola all’autorizzazione per le cure mediche. «Ci occupiamo della loro istruzione cercando di inserirli a scuola e comunque a tutti proviamo di insegnare bene l’italiano: abbiamo firmato una convenzione con l’Università. Poi gli uffici comunali predispongono un programma di formazione per ciascuno di loro».
Per la “grande mamma” occuparsi di 480 persone «significa ricacciare le lacrime ed essere concreti- racconta Agnese -. Ci sono le iscrizioni a scuola, le richiesta di asilo politico. Ma anche le malattie da curare. Dal 2012 ho assistito ad almeno 40 sbarchi. Comincio a occuparmi dei minori mentre sono ancora in viaggio. Il mio compito è trovare loro un tetto. Certo, quando li vedo sbarcare in fila indiana, i volti scavati, con il terrore negli occhi, mi si stringe il cuore».

Significa fare qualcosa in un momento in cui le politiche internazionali non fanno altro «che alzare muri invece di favorire la mobilità umana internazionale che è un diritto», dice l’assessore. E continua:  «Come stupirsi poi dei tanti minorenni che arrivano devastati sotto il profilo psicologico? Uno dei ragazzi sotto la mia tutela è stato ricoverato per mesi in un reparto di Neuropsichiatria infantile. I minori migranti che dipendono da me hanno quasi tutti tra i 15 e i 16 anni e sono stati strappati all’abbraccio delle famiglie».

Poi ci sono le storie a lieto fine. Come Sabina Pirit che ha partorito giorni fa e così Agnese si è trovata anche ad essere nonna. Poi c’è anche quella «di Munir, tunisino- racconta ancora l’assessore-. Ha imparato il mestiere di meccanico e adesso che è diventato maggiorenne ha ottenuto un contratto a tempo indeterminato. S, invece, ha un futuro come mediatore culturale: è uno dei pochissimi che a Palermo parla la lingua dell’Africa occidentale, il mandingo. E poi c’è Junior, ivoriano, la sua storia è il sogno di molti: è diventato calciatore del Perugia».

Adesso però Agnese cerca aiuto, per poter dare una mano a tutti. Già 500 sono tanti e per una persona sola sembrano ancora di più: «Ecco perché – spiega l’assessore –  insieme al giudice tutelare, stiamo lavorando all’elenco dei tutori chiedendo la collaborazione di volontari».