Storia del calcio: Antonin Panenka e il “cucchiaio”

Era il 1976, Cecoslovacchia e Germania Ovest si affrontavano in finale agli Europei. La partita finì 2-2 dopo i supplementari e quindi seguì la lotteria dei rigori. L'ultimo a calciare il rigore decisivo fu Antonin Panenka, che si inventò dal nulla quello che divenne noto come colpo del "cucchiaio".

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Il momento più difficile da affrontare per un tifoso dal punto di vista emotivo è sicuramente quello che precede i calci di rigore. I tiri dagli undici metri sono infatti sempre un terno al lotto e l’ansia può mettere in difficoltà psicologica anche i giocatori dotati di maggiore freddezza. Immaginatevi, poi, di dover calciare il rigore decisivo in una finale dei Mondiali o degli Europei.

Il vortice quasi enigmatico di emozioni legato ai calci di rigore è stato sperimentato dai tifosi della Nazionale italiana in varie occasioni: prima, in tutti i suoi aspetti meno positivi, ai Mondiali del 1994 e del 1998, quando rispettivamente Roberto Baggio e Luigi Di Biagio sbagliarono il tiro dal dischetto trascinando l’Italia fuori dalla competizione; poi, fortunatamente, abbiamo provato la gioia incontenibile della vittoria ai Mondiali del 2006 dopo aver sconfitto la Francia grazie al rigore decisivo realizzato da Fabio Grosso. Gi Azzurri sono stati baciati dalla dea bendata anche agli Europei del 2012, quando l’Italia riuscì a staccare il biglietto per le semifinali eliminando l’Inghilterra dopo i supplementari. In quell’occasione, mentre Andrea Pirlo si apprestava a calciare il suo rigore senza far trasparire alcun senso d’ansia, nessuno avrebbe potuto immaginare ciò che il “Maestro” aveva pianificato di fare: di fronte a Joe Hart, Pirlo scelse infatti di fargli un “cucchiaio“, colpendo con delicatezza la palla che si infilò al centro della porta spiazzando completamente l’estremo difensore inglese.

 

In realtà, però, Pirlo non aveva inventato niente di nuovo. La tecnica del cucchiaio era ben nota anche in precedenza, così come anche i rischi connessi alla scelta di tirare un rigore in questo modo. Il suo presupposto sta infatti nella convinzione assoluta che il portiere sceglierà un lato su cui buttarsi: nel caso in cui quest’ultimo non si muova, ovviamente i risultati sarebbero catastrofici e allo stesso tempo comici per il tiratore. Negli ultimi anni, uno dei giocatori che è diventato famoso per i suoi tocchi morbidi sui calci di rigore è senza ombra di dubbio Francesco Totti. Anche l’eterno capitano della Roma ha avuto il coraggio di mettere in scena un cucchiaio con la maglia della Nazionale, precisamente nella semifinale di Euro 2000 contro l’Olanda, contribuendo alla vittoria ai rigori per l’Italia.

 

Eppure, neanche Totti ha inventato quello che chiamiamo il “cucchiaio”. Il suo inventore, infatti, è un ex calciatore ceco chiamato Antonin Panenka, che oggi è rimasto nel mondo del calcio svolgendo il ruolo di dirigente sportivo per il Bohemians Praga. Prima degli Europei del 1976, Panenka non era certamente famoso: fino a quel momento la sua carriera da calciatore si era sviluppata in quella che un tempo era la Cecoslovacchia. Soltanto in seguito agli Europei del 1976 è entrato di diritto nella storia del calcio, non solo per aver vinto quell’edizione con la sua Nazionale, ma soprattutto perché, nella finale contro la Germania Ovest che si protrasse fino ai rigori, Panenka calciò il rigore decisivo con un colpo spettacolare, che di fatto non lasciò alcuno scampo a Sepp Maier, il quale aveva già battezzato il palo sulla sua sinistra. Invece, il tiro di Panenka entrò lentamente al centro della porta dopo una pigra parabola dagli undici metri, dando così vita ad una specie di culto che si sarebbe tramandato fino ai giorni nostri, nella forma italiana del “cucchiaio”.