Pareggio tra Milan e Carpi, non basta l’Haka

Al Milan ci si affida alle danze Maori per portare a casa i tre punti. La stravagante coreografia cui hanno assistito gli spettatori di San Siro poco prima del fischio d'inizio è stata un'iniziativa pubblicitaria, però forse i tifosi rossoneri forse si aspettavano si aspettavano qualcosa in più dopo l'Haka.

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Niente da fare. Il Milan non riesce a vincere, facendosi fermare dal Carpi a San Siro in una partita dove non si sono viste reti. Un pareggio che, in fondo, risulta comodissimo alla squadra di Castori in ottica salvezza, e che invece lascia ancora una volta molto delusi i tifosi rossoneri. Se il Milan avesse vinto in questo momento sarebbe a quattro punti dalla Fiorentina, e invece con questo pareggio i punti sono sei. L’impressione generalizzata è che, tristemente, una delle squadre più titolate del mondo non possa proprio fare più di così, nonostante l’impegno che i ragazzi guidati da Brocchi hanno lasciato sul campo. Come non è bastata la curiosa Haka, una danza maori diventata nota in tutto il mondo da quando la squadra di rugby neozelandese ha iniziata ad usarla, e cioè dal 1888.

Prima del fischio dell’arbitro Guida, infatti, delle controfigure con indosso la maglia del Milan hanno sorpreso gli spettatori inscenando la tipica danza degli All Blacks. A quanto pare il club rossonero non è però impazzito del tutto: l’avvenimento pare doversi ricondurre ad una specie di iniziativa pubblicitaria legata alla collaborazione commerciale tra il Milan e la Nivea. Tra Haka, ambizioni all’Europa League e tentavi di evitare la retrocessione, alla fine non l’ha spuntata proprio nessuno. Milan-Carpi finisce 0-0 a reti inviolate, in un match dove i rossoneri partivano ovviamente come favoriti. E il balletto a cui abbiamo assistito non ha neanche messo di buon umore i tifosi milanisti, che dopo 45 minuti di gioco hanno iniziato a fischiare Montolivo e compagni.

A secco anche Bacca, capocannoniere del Milan con 15 reti in campionato, che Brocchi decide di sostituire per Menez senza però ottenere risultati molto diversi. Partita che non rimarrà ricordata nemmeno per grandi giocate di Balotelli, anche se si deve dire che ha cercato di fare il suo. La verità è che Supermario è circondato dal deserto, da un’assenza totale di gioco per cui in fondo non possono essere additati né Brocchi né i giocatori. I problemi del Milan sono molto più profondi e ormai noti a quasi tutti. Per il momento Berlusconi sta valutando di cedere le quote di maggioranza del club ai cinesi: forse sarebbe la cosa migliore da fare per il futuro del Milan.