Parigi sotto assedio

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Parigi sotto assedio

“Ricordate, ricordate il 14 novembre. Non dimenticheranno questo giorno, come gli americani l’11 settembre. La Francia manda i suoi aerei ogni giorno in Siria, bombardando bambini e anziani, oggi beve dallo stesso calice”. L’Isis ha rivendicato gli attacchi che ieri sera hanno messo in ginocchio il popolo francese. Una guerra di botta e risposta che sembra non giungere mai alla fine.

Sono sette le zone attaccate: varie sparatorie in luoghi pubblici, un ristorante e un bar del X arrondissement, il teatro, il Bataclan e lo Stade de France. L’orrore, la paura, si diffonde per le strade parigine. Le vittime sono 128, i feriti 250, di cui 99 gravissimi. La maggior parte delle persone hanno perso la vita durante l’attacco a Bataclan; nella sala c’erano 1.500 persone che assistevano al concerto del gruppo americano Eagles of Death Meta, improvvisamente tra uomini muniti di kalshnikov iniziano a sparare sulla folla. Li uccidono uno ad uno senza nessuna pietà, ricaricano i fucili e sparano.  «Erano a volto scoperto, molto sicuri di sé. Erano molto giovani», ha raccontato un giornalista di Europe 1, Julien Pierce, che era all’interno del teatro. E’ durata «dieci-quindici minuti, c’è stato il panico, la gente si è mossa verso il palco, qualcuno è stato calpestato, io stesso sono stato calpestato – ha aggiunto – Hanno avuto tutto il tempo di ricaricare le armi almeno tre volte». Poi arriva il blitz delle forze dell’ordine e i tre uomini perdono la vita.

Il primo massacro avviene allo stadio: alle 21,20 si dà il via alle danze. Fuori lo Stade de France alcuni kamikaze si fanno saltare in aria, il panico si diffonde tra gli spettatori, tutti corrono verso il centro del campo. Il presidente Hollande viene portato via dallo stadio. La tragedia inizia. Subito dopo iniziano gli spari nei bar e nei ristoranti del X arrondissement e poi inizia la carneficina a Bataclan. I terroristi deceduti sono otto, non si sa ancora con precisione se siano tutti. In qualsiasi caso lo stato d’allarme continua: le forze dell’ordine controllano le strade, i bar, i ristoranti e le scuole sono chiuse. Tutti si rintanano in casa sperando che l’incubo finisca presto.

Hollande, il presidente francese, ha voluto rivolgersi alla nazione poco dopo gli attentati: «Nel momento in cui vi parlo sono in corso attacchi terroristici senza precedenti nella zona di Parigi. E’ una terribile prova che ancora una volta ci colpisce. Dobbiamo dare prova di sangue freddo. La Francia di fronte al terrore deve essere forte e grande». La Francia è pronta a difendersi.

La storia dell’Isis non è una storia che nasce adesso, la storia dell’Isis è un eco della questione medio-orientale, è un eco della guerra tra Israele e Palestina. E’ l’esito estremo di una guerra che ha distrutto la popolazione medio-orientale da più di 50 anni e di cui noi ci siamo preoccupati e, soprattutto, interessati troppo poco.