Parla chi ha progettato lo Juventus Stadium: ‘L’ampliamento è possibile, ecco come’

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Juventus Stadium, fonte Flickr
Juventus Stadium, fonte Flickr

In un’intervista a calciomercato.com, l’architetto Gino Zavanella, uno dei ‘padri’ dello Juventus Stadium, al vertice del gruppo dei progettisti, ha parlato riguardo uno dei temi più toccati dai tifosi bianconeri: la capienza dello Stadium, per molti insufficiente. Zavanella ha aperto ad un possibile ampliamento dell’impianto torinese, ecco le sue parole:

«Prima dello Stadium le partite della Juve ogni domenica erano seguite da una media di pubblico che non arrivava alle 20.000 unità, oggi invece siamo in presenza di sold-out praticamente ogni settimana con un pubblico medio che si aggira sui 38.000-39.000 spettatori, quindi a mio parere è stato tarato con la migliore capienza possibile. Ricordo che all’epoca in società si diceva sempre che era meglio avere 2000 persone fuori dallo stadio senza biglietto anziché avere 10.000 posti vuoti».
Un ampliamento dello Juventus Stadium? «Tutto è possibile con le tecniche di oggi, non è una cosa semplicissima ma fattibile. Dipende da che tipo di ampliamento si vuole fare, un conto è un aumento di 20.000 posti, un altro di 2000, nel primo caso si dovrebbe chiaramente prendere in considerazione l’ipotesi di un terzo anello, ma suppongo che se veramente si dovesse fare una scelta del genere un eventuale ampliamento non dovrebbe essere inferiore ai 10.000 posti per poter così raggiungere una capienza di almeno 52.000 spettatori.Credo che la situazione sia sotto gli occhi di tutti, il parco stadi italiano è uno dei più obsoleti in assoluto, non solo in Europa, ma addirittura nel mondo, visto che siamo stati superati anche dall’Africa nel campo della modernità degli stadi. Tolti lo Juventus Stadium, quello dell’Udinese e poco altro, tutti gli altri sono in condizioni fatiscenti. Il problema principale è quello della proprietà degli stadi che non può essere pubblica, è come se io avessi una fabbrica di scarpe, ma poi non fossi proprietario della struttura in cui lavoro».