Parma, Donadoni: “Ho scelto Parma: la società è fallita, la squadra no”

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“Ho fatto la scelta di restare a Parma e andrò avanti fino a quando ne avrò la possibilità. Avrei fatto prima ad andare via, ma questo non rientra nel mio modo di ragionare. Restare è stata la cosa più giusta da fare, nonostante le offerte allettanti”. Parole e musica dell’allenatore del Parma, Roberto Donadoni, in merito alla problematica stagione dei ducali. La società è fallita e in mano a due curatori fallimentari e la squadra non riceve lo stipendio da mesi. “Tutte sono state proposte serie rispetto a quando non si recepisce nemmeno un euro, vedremo in futuro ma adesso era inopportuno lasciare il club – aggiunge il tecnico crociato ai microfoni di Radio anch’io lo Sport su Radio Rai -. I curatori fallimentari ci stanno parlando chiaro, a dispetto degli ultimi mesi quando le chiacchiere sono state tradite dai fatti. Il nostro futuro dipende dal quotidiano, tutti i ragazzi hanno voglia di continuare a giocare e questa è una vetrina. Ragioniamo in questo modo”.

Sabato il Parma, ultimo in classifica ha battuto al Tardini la Juventus per 1-0: “La società è fallita ma la squadra no – afferma l’ex c.t. della Nazionale -. Questa situazione è incredibile, questi risultati ci aiutano a smaltire meglio la delusione ma resta l’amarezza di questa vicenda che non deve più verificarsi”. Ieri i ducali per festeggiare l’impresa del successo sui bianconeri si sono allenati al parco della Cittadella. “Da quando sono a Parma, ci siamo spesso allenati sotto gli occhi dei nostri tifosi che non ci hanno abbandonato, abbiamo chiesto loro di darci una mano nel finale di campionato e lo stanno facendo Abbiamo la necessità di ricevere il calore del pubblico, questa è una delle ultime soddisfazioni che possiamo avere”.

In chiusura l’allenatore bergamasco torna sulla sua esperienza alla guida della nazionale dal 2006 al 2008, chiusa dopo la sconfitta ai quarti di finale dell’Europeo: “Ho avuto l’onore di allenare l’Italia, ma ho poca memoria e subito dimentico le cose. Se qualcuno mi ha fatto del male, non m’interessa nulla. Io voglio essere lontano da quelle persone, seguo l’educazione tramandatami dai miei genitori”.