Pedofilia, esce il report sugli abusi del Clero in Italia

0

La pedofilia è una delle cose più brutte che possa esistere. Nella scala dei reati, seppur la legge li punisca in modo differente, è assimilabile all’omicidio perché subire una violenza sessuale è un po’ come morire, dentro, ed è anche peggio perché quel ‘danno’ si trascina per tutta la vita, come una ferita mai cicatrizzata. L’aspetto terribile di un crimine del genere è che l’azione si svolge ai danni di un minorenne, quasi sempre un fanciullo, quindi una persona che le nostre leggi definiscono “incapace di intendere e di volere”, inerme, non sufficientemente matura, la cui mente è facilmente plasmabile.

Tutto ciò assume gravità massima quando a compiere questi gesti sono individui appartenenti al Clero, e cioè uomini e donne che hanno sposato la fede religiosa, condividendo tutta una serie di insegnamenti, di comportamenti e di pratiche che dovrebbero volgere al bene, alla purezza dell’anima, a tutto ciò che di positivo possa esserci. D’altra parte dietro quelle divise si celano persone in carne e ossa, e quindi come tutte le persone, caratterizzate da pregi e difetti, turbamenti e problematiche irrisolte: può accadere che in alcuni di essi la perversione prenda il sopravvento.

Dal 2010 l’Osservatorio Permanente della Rete L’ABUSO (Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del Clero), presieduto da Francesco Zanardi, si occupa di monitorare questi fenomeni, scontrandosi quotidianamente con una realtà difficile che, troppo spesso, ha visto la silente complicità della Chiesa e una quasi totale assenza di indagini da parte dello Stato.

Nella giornata di ieri è stato pubblicato, in collaborazione con l’organizzazione mondiale di attivisti per i diritti umani ECA (Ending Clergy Abuse), il 1° report dei sopravvissuti agli abusi sessuali del Clero in Italia, un sunto di 13 anni di analisi, statistiche, dati e osservazioni. I dati, in continuo aggiornamento e stilati per difetto, segnalano: 88 casi non noti, 166 sacerdoti accusati, 164 sacerdoti condannati, per un totale di 418 casi censiti e un potenziale di vittime che viaggia intorno a 29mila.

Zanardi, durante la conferenza online, ha spiegato che il report, con l’aggiunta di nomi e cognomi, sarà inviato alle autorità nazionali e successivamente all’Unione Europea. La speranza è quella che si possano prendere provvedimenti seri e definitivi per risanare una crepa troppo grave affinché si renda giustizia alle vittime e dimodoché non ve ne siano più.