Pedofilia: George Pell resterà in carcere per 6 anni

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La giuria ha dichiarato il cardinale australiano George Pell colpevole di abusi sessuali su minori.

I giudici lo hanno quindi condannato a 6 anni di reclusione. Potrà chiedere la libertà su cauzione dopo 3 anni e 8 mesi.

Gli abusi, sarebbero avvenuti quando era arcivescovo cattolico di Melbourne negli anni ’90. Le vittime sarebbero due coristi che all’epoca avevano 13 anni, abusati dopo che il cardinale ebbe celebrato messa in cattedrale.

Il giudice Peter Kidd della County Court del Victoria, ha descritto gli abusi di Pell come “un attacco sessuale alle vittime sfrontato e forzato”. “Gli atti erano sessualmente evidenti, entrambe le vittime erano visibilmente e udibilmente angosciati durate le molestie. Vi è stato un ulteriore livello di umiliazione che ciascuna delle due vittime deve aver provato nel sapere che l’abuso avveniva in presenza altrui“.

Procedendo con la lettura della sentenza, il giudice Kidd ha osservato che gli abusi commessi dal cardinale George Pell hanno avuto “un impatto significativo e di lunga durata”, “J. ha subito una serie di emozioni negative con cui ha lottato per molti anni, aggravate da problemi di fiducia e di ansia“.

Il giudice ha aggiunto di non avere avuto il beneficio di una dichiarazione di impatto dell’altra vittima, essendo morta per overdose di eroina nel 2014.

La lettura della sentenza, per volere dello stesso giudice, è stata trasmessa su diversi canali televisivi, ed è durata più di mezz’ora, in un’aula gremita di persone, tra vittime di abusi, sostenitori e giornalisti

Pell ha sempre professato la sua innocenza, e i suoi legali hanno presentato ricorso, che sarà udito il 5 e 6 giugno.

La difesa imposterà la sentenza di ricorso, su un punto per loro fondamentale: l’irragionevolezza della sentenza, in quanto è basata sulla mancata testimonianza di una delle due vittime, quindi su di verdetto non supportato dalla veridicità dell’accaduto.