Il capitolo pensioni torna al centro della prossima Manovra. Il governo ha iniziato a lavorare alle misure per il 2027 e diverse sono le ipotesi che potrebbero modificare le possibilità di uscita dal lavoro e il sostegno destinato ai pensionati.
Novità
Una delle proposte più discusse riguarda la possibilità di andare in pensione a 64 anni. L’idea prevede un’uscita anticipata con almeno 25 anni di contributi e un assegno calcolato interamente con il sistema contributivo. Si tratta però ancora di una proposta allo studio, sulla quale dovranno essere definiti requisiti e condizioni.
La questione è legata anche all’aumento dell’età pensionabile previsto nei prossimi anni. Dal 2027 il requisito per la pensione di vecchiaia dovrebbe passare dagli attuali 67 anni a 67 anni e un mese. Nel 2028 è previsto un ulteriore incremento di due mesi.
Nuove sulle pensioni
Resta inoltre da decidere il futuro dell’Ape sociale, misura destinata a determinate categorie di lavoratori in difficoltà, come disoccupati, caregiver e persone impegnate in attività gravose. Dopo la conferma per il 2026, bisognerà capire se verrà prorogata anche nel 2027.
Tra le altre ipotesi c’è poi il rafforzamento delle pensioni minime, con l’obiettivo di avvicinarle progressivamente alla soglia dei 700-800 euro mensili. Ancora incerta, invece, la possibilità di introdurre Quota 41. La misura resta tra le richieste sul tavolo, ma il problema principale riguarda le risorse necessarie per renderla strutturale.
