Il piano del governo per la ricostruzione: tra costruzioni in legno e Casa Italia

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Emergenza, Ricostruzione e Prevenzione. Sono queste le parole d’ordine per la ricostruzione dei luoghi scossi dal sisma del 24 agosto. Città fantasma che dovranno essere rimesse in sesto. Mentre in sottofondo iniziano le indagini per trovare i colpevoli di quanto accaduto, a Palazzo Chigi si pensa a come dare stabilità e aiuto alle famiglie terremotate.

La timeline è pronta. La prima fase è già in corso e vede l’impegno dei fondi e delle forze della Protezione civile. Una volta concluse le ricerche e sistemate definitivamente le tendopoli, inizierà  lo sgombero delle macerie. Così da poter arrivare a una prima importante stima dei danni, essenziale per gli stanziamenti ulteriori da mettere in conto.

A questo punto si incomincerà a ricostruire. Entro un mese edifici su moduli e casette di legno. Poi, tra 5 mesi, sistemazioni stabili dove le famiglie potranno provare a rimettere in piedi la loro vita. E infine tra 8 mesi partirà la ristrutturazione vera e propria: i paesini non dovranno essere cancellati dalla storia, ma riprodotti. Niente new town, niente imbrogli. Ma tutto dov’era e com’era. Per la prima volta nella storia gli edifici pubblici e privati saranno ricostruiti accanto a quelli precedenti. In modo più efficace, si spera.

E’ proprio quest’ultima fase del piano che rientra nel progetto Casa Italia. Un programma per la prevenzione e la messa in sicurezza dell’intero paese. Infatti ad usufruire dei 3 miliardi di dollari stanziati annualmente da Palazzo Chigi, non saranno soltanto le zone colpite dal sisma, ma tutti quegli edifici pubblici che dovranno diventare sicuri. Grazie ad incentivi ai privati e interventi diretti, Casa Italia sarà il primo grande passo per il governo della prevenzione.

Concretamente, fino ad ora, si sa che verranno potenziati gli ecobonus, i sismabonus del 65% e che gli sgravi fiscali diventeranno a lungo termine. Ma, oltre a queste poche indicazioni, le informazioni risultano ancora poco chiare. Si attende, allora, che il programma sia presentato e che la nube di fuma si diradi.