Il calcio di punizione come una vera formalità: nessuno come Pjanic

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Quando l’ arbitro di turno fischia un calcio di punizione a favore della Roma nei pressi dell’ area di rigore, i tifosi possono stare tranquilli: 90 punti percentuali su 100 si tratta di palla in rete. Perchè per Miralem Pjanic la soluzione dalla distanza su palla inattiva sta diventando una vera e propria formalità: già 3 le punizioni insaccate per lui in queste prime 8 giornate di campionato sui 4 gol totali realizzati. In Europa, finora, nessuno come lui: Eriksen ( Tottenham ) e Willian ( Chelsea ) sono fermi a quota due, mentre un esercito è stabile ad una sola realizzazione ( Calhanoglu, Neymar, Oscar, Insigne, Balotelli ecc. ecc.). Niente di cui meravigliarsi, dato che da quando è sbarcato alla Roma ( nell’ estate del 2011 ) Pjanic è andato a segno su punizione per ben 10 volte. Solo Pirlo in questo lasso di tempo ha fatto meglio, con 12 reti, ma il bosniaco ha una percentuale di realizzazione molto più alta rispetto a lui, avendo calciato meno volte da palla inattiva.
Pjanic ha preso spunto maggiormente da Juninho Pernambucano, ex come lui del Lione. “Il mio maestro è stato Juninho, ma lui calciava in modo diverso dal mio. La palla ballava, come quella di Pirlo. Io mi esercito, provo spesso i tiri in allenamento per migliorare la precisione. Ma non le traiettorie, quelle le ho in testa, conosco le distanze dalla porta“.
Passando al fattore assist, anche qui i numeri sono tutti a suo favore: ben 4 i passaggi decisivi per i suoi compagni, ultimo dei quali proprio sabato scorso nell’ anticipo dell’ ottava di A in casa contro l’ Empoli, che ha permesso a De Rossi di realizzare il momentaneo 2-0 e soprattutto di festeggiare al meglio la presenza numero 500 con la maglia giallorossa.
Insomma, numeri da capogiro per la stella bosniaca del centrocampo della Roma, che sicuramente non terminerà qui la propria corsa verso altri record, con i quali i tifosi sperano di poter festeggiare per grandi obiettivi.