Playboy music: nasce lo streaming musicale dello storico magazine

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Quando la tecnologia avanza e soprattutto quando si è in un momento storico di crisi anche uno dei magazine più leggendari deve reinventarsi. Stiamo parlando di Playboy che grazie ad un’innovativo esperimento ha intrapreso una nuova strada, ovvero quella dello streaming musicale. Questa decisione ha destato scalpore ma il creative director Jeff Lapenna nell’ufficializzare l’immissione sul mercato di quest’ app ha dichiarato: “Playboy music è un’applicazione per scoprire nuova musica e un’opportunità per spingere oltre i nostri confini creativi”. playboy

In effetti, Playboy music non sarà un servizio streaming tipico come tutti gli altri. Per non spezzare la continuità del magazine, sempre non convenzionale, l’utente potrà ascoltare le canzoni scelte in base ai video delle playmate. Come tutte le applicazioni di questo genere anch’essa prevede una soluzione  “freemium” ed una, invece, a pagamento “premium”. Nel primo caso, una volta ogni mese, si potrà vedere l’immagine e la biografia di una modella mentre nel secondo caso si potranno visualizzare tutti i video selezionati sarà possibile accompagnarli a 38 canzoni. Il costo mensile, per adesso, è di un euro.

La produzione dei video è affidata e gestita dalla Bamm Tv che divide il 50% dei ricavi con gli artisti che hanno deciso di essere coinvolti in questo meccanismo. Per lo più, essi sono artisti e band sconosciuti, emergenti che hanno bisogno di visibilità e pubblicità ma non essendo in grado di arrivare, ancora, alle piattaforme digitali più importanti e famose come quelle di Spotify, Google e Apple hanno, così, accettato la proposta di Playboy music. Chissà se quest’idea funzionerà. Una cosa è certa, la direzione presa ha creato un inizio dal quale non si può tornare indietro, a meno che non ci sia un vero e proprio fallimento. In tutto questo, il mondo dell’editoria sta cercando di trovare le soluzioni più appropriate per affrontare i cali di vendite ma la scelta di Playboy attrarrà o ridurrà il target? Tra qualche mese, lo scopriremo.

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