Polunga, un drago leggendario della nostra infanzia

0
Personaggi di Dragon Ball, Fonte Flickr

Tutto comincia con la solita gara di velocità nel cercare le famose sette Sfere del drago, ma stavolta su Namek.

Il pianeta di Junior è infatti la location principale di gran parte della saga Freezer, nella quale i nostri eroi cercano di appropriarsi le magiche sfere prima di quest’ultimo, con l’intento di resuscitare i loro amici (Yamcha, Tenshinhan ecc…).

Così appare per la prima volta, nel manga come nell’anime, il drago Polunga, acconsentendo ad esaudire le richieste fattegli dai nostri eroi.

Perché Namek quindi e non accontentarsi del desiderio del buon vecchio Shenron, il drago terrestre?

Semplice, il drago namecciano è capace di esaudire tre desideri, ma soprattutto questi non hanno limiti! Gli si può chiedere ogni cosa, ogni fantasia che ci passa nella testa, persino quelle più strane o ambigue.

Immaginate un genio della lampada non rinchiuso in un minuscolo spazio vitale e dai poteri quasi illimitati, con poche regole e costrizioni. Questo è Polunga.

La scelta di Bulma, Crilin e Gohan di partire sul lontano pianeta verdeggiante per salvare i propri amici appare subito più logica e sensata.

Forse l’unico inconveniente è la formulazione dei desideri in lingua namecciana, quindi meglio munirsi di un dizionario locale o di una guida prima di intraprendere un tale viaggio, o almeno imparare le parole che servono ad evocare il mastodontico drago (anche se più simile ad un incrocio tra un mostro marino e uno stiracosauro, un dinosauro appartenente alla famiglia dei triceratopi). “Takkarapt Poppolunga Pupilitoparo”!

Dopo aver concesso la salvezza alle vittime e agli eroi caduti per mano del malvagio Freezer, ed aver offerto ai namecciani un pianeta nuovo di zecca, Polunga muore insieme al suo creatore, l’Anziano Saggio.

Rinascerà grazie al nuovo saggio di Namek, Moori, più potente di prima e diventando per sempre un drago leggendario della nostra infanzia.