Pompei, scoperta iscrizione che potrebbe riscrivere un pezzo di storia

L'iscrizione a carboncino trovata nella Regio V potrebbe cambiare la data dell'eruzione del 79 d.C.

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Pompei. Fonte pixabay.

«Oggi, con umiltà, un pochino stiamo riscrivendo i libri di storia» così commenta il Ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli dopo l’ennesimo tesoro restituito da Pompei.
Gli scavi hanno portato alla luce un’iscrizione in carboncino nella Regio V che potrebbe cambiare dei particolari dell’eruzione del Vesuvio, comunemente datata agosto 79 d.C.
L’iscrizione è datata al sedicesimo giorno prima delle calende di novembre che corrispondente al 17 ottobre. Il carboncino, però, essendo fragile, non avrebbe potuto resistere nel tempo ed è per questo che si ipotizza una nuova datazione: 24 ottobre 79 d.C.

Iscrizione. Fonte Il Roma.net

«Quando facciamo ricerca, il bello è che troviamo qualcosa che non cercavamo. L’iscrizione scoperta semplicemente ci aiuta a datare meglio quella che è la data della famosa eruzione. Non è più agosto ma ci muoviamo verso ottobre, il che da un certo punto di vista ci aiuta a capire come mai qui trovavamo tanti melograni, e sappiamo che il melograno di solito non matura in estate ma più avanti». Bonisoli, inoltre, ipotizza che «nel Medioevo qualche amanuense possa essersi sbagliato a trascrivere la lettera di Plinio», quella in cui si parla dell’eruzione del 24 agosto.
«Quello che sta succedendo qui a Pompei in queste settimane e in questi mesi è un esempio di come si possa fare tutela e ricerca allo stesso tempo» ha aggiunto il Ministro. «Qui a Pompei si sono utilizzati, a seconda di quando si è scavato, modi diversi di scoprire quello che c’era, alcuni invasivi altri meno. Ora siamo a un livello molto avanzato, siamo riusciti a fare un lavoro di estrema qualità mettendo insieme professionalità diverse e nuove tecnologie. Questo è qualcosa di estremamente valido e di eccellenza che succede qui, in Campania, vicino Napoli, a Pompei. Non in America, in Cina o in Giappone. Non parliamo di uno dei poli della tecnologia mondiale, ma del Sud Italia. Quello che succede qui è assolutamente a livello di eccellenza mondiale».