sabato, Maggio 25, 2024
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Il presepe; 800 anni di tradizione

L’8 dicembre è il giorno in cui si celebra la Festa dell’Immacolata Concezione e le famiglie si riuniscono, per preparare, tutti insieme, il presepe, oltre all’albero di Natale.

Questa tradizione ha origini antichissime. Le prime tracce risalgono all’epoca romana, quando i cristiani perseguitati dipingevano, nelle catacombe, scene riguardanti la natività. La parola presepe deriva infatti dal latino praesaepe, che significa mangiatoia, o, letteralmente, recinto chiuso.

La storia del presepe, così come lo si conosce oggi, ha inizio, però, 800 anni fa, in Italia, per opera di San Francesco d’Assisi, che realizzò la prima rappresentazione della nascita di Gesù, a Greccio. Si dice che giunse in questo piccolo paese del Lazio, in provincia di Rieti, tra il 1209 e il 1216 e vi fondò il primo dei suoi quattro santuari della Valle Santa Reatina.

San Francesco era rimasto particolarmente impressionato dal viaggio in Palestina che aveva intrapreso nel 1219. La visita a Betlemme aveva acceso, in lui, un amore ancora più forte per il Natale e il desiderio di viverlo più intensamente; voleva vedere, con i suoi occhi, “la nascita del Divino infante”. Così, quando, il 29 novembre 1223, ottenne, da Papa Onorio III, l’approvazione della Regola per i suoi frati, chiese, con successo, al pontefice l’autorizzazione per poter inscenare la natività. Aveva il consenso ma mancava il luogo; scelse Greccio, il paese che più gli ricordava Betlemme.

In quindici giorni, con l’aiuto dell’amico Giovanni Velita, castellano di Greccio, degli abitanti del paese e dei frati, fu allestito, dentro una grotta, un presepe vivente. Si trattava però solo di una mangiatoia con il bue, l’asino e il Redentore.

Secondo la testimonianza di Tommaso da Celano, francescano, poeta e scrittore italiano, San Francesco, alla vista della sacra rappresentazione, si commosse. Si narra anche che  la statua del “Fanciullo di Betlemme”, unico personaggio non interpretato da essere umano, si animò.

Da quel momento, si diffuse la tradizione del Presepe, che, ogni anno, induce i cristiani a ricordare la nascita di Gesù.

Solo circa sessant’anni più tardi, sarebbero, però, apparsi tutti i personaggi della natività. Verso la fine del 1200, infatti, lo scultore Arnolfo di Cambio realizzò il più antico presepe del mondo, oggi conservato a Roma, nella Basilica di Santa Maria Maggiore.

Tra il 1600 e il 1700, alcuni artisti napoletani hanno cominciato ad inserire, nel presepe, oltre che i protagonisti della natività, personaggi profani e scene della vita quotidiana, tendenza che si è consolidata nel tempo, fino ad oggi.

Un gesto, un’azione, che diventa abitudine, consuetudine, rischia di perdere il suo valore e la sua importanza, nonché il senso stesso. Perché non si dimentichi cosa significhi fare il presepe, bisogna conoscerne la storia, raccontarla, trasmetterla. Solo così, ogni volta, davanti alla natività, le persone si ricorderanno della nascita di Gesù e la vedranno, come San Francesco, con i loro occhi.

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