Presidenziali USA 2016: quali sono le eredità lasciate da Obama?

Dopo otto anni di governo, Obama sta per abbandonare la Casa Bianca lasciando in eredità un'America progressista e più liberale.

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Obama aveva ricevuto nel 2009 il premio Nobel per la Pace "per il suo straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli", foto di UrbanPost.

Tra pochi giorni, durante la cerimonia di insediamento, il neoeletto presidente degli Stati Uniti d’America si siederà a quella scrivania dello Studio Ovale occupata per due mandati consecutivi da Barack Obama: ma che America ha lasciato il primo presidente nero della storia?

Nell’insieme l’America che Obama lascia è uno Stato più progressista e orientato al perseguimento di politiche liberali rispetto a quelle adottate dal precedente governo Bush. Gradualmente Obama ha anche accompagnato un “anomalo” e lento spostamento verso sinistra dell’intera società statunitense.

In otto anni di governo vari sono stati gli interventi nel campo dell’economia e non solo: ricordiamo la riforma sanitaria, la legge per la regolamentazione di Wall Street, il salvataggio dell’industria automobilistica (salvataggio che ammonterebbe a 20 miliardi di dollari), l’aumento dei minimi salariali per chi lavora per il governo federale, la regolamentazione della vendita del tabacco e per finire l’autorizzazione per la riduzione delle emissioni di inquinamento. La politica economica perseguita da Obama è stata di tipo “keynesiano” e non ha riscontrato un particolar tipo di opposizione da parte dell’opinione pubblica che, addirittura, potrebbe permettere un suo proseguimento qualora il neopresidente eletto fosse democratico.

Nobel per la Pace nel 2009, Obama è stato anche un progressista sostenitore dei diritti: un segno duraturo nel cuore dell’America sono stati il riconoscimento delle Unioni Civili e dei diritti dei transgender . Seguendo la scia dell’opinione pubblica il Pentagono ha annunciato la possibilità di arruolamento di persone transgender.

Meno efficace, tuttavia, è stato l’intervento di Obama nella politica estera: le truppe USA resteranno ancora in Afghanistan e niente è stato risolto con le questioni irachene e siriane, odierni teatri di guerra. Le truppe americane hanno cominciato ad arretrare nel mondo, tanto che gli studiosi hanno cominciato ad ipotizzare un declino militare degli Stati Uniti come superpotenza. Immutata resta anche la questione del mondo arabo e di quella israelo-palestinese.