Previsione di cambiamenti per i processi penali

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Riforme penaliTra le Riforme al DDL per il processo penale, il governo stabilisce cambiamenti per: reati di strada, limite della pubblicabilità delle intercettazioni ed il riordino dell’ordinamento penitenziario. Per ciò che concerne le Intercettazioni esso stabilisce l’irrilevanza di pubblicazioni di conversazioni inutili ai fini delle indagini. Si semplifica il ricorso delle vittime per i reati contro la Pubblica Amministrazione. Non è prevista pena carceraria a carico di giornalisti nella delega e viene bocciato un emendamento presentato dal M5S che voleva e pretendeva sanzioni per i cronisti.

Intanto, in caso di registrazioni fraudolente di conversazioni tra privati, sono decisi quattro anni. Sono escluse però le punibilità in caso esse siano prova di processi. Nel caso di condotte riparatorie per diffamazioni, viene estinto il reato se sentite le parti e la persona offesa, quando l’imputato ripari anche con risarcimento. Alla persona diffamata si dà poi più tempo in caso di opposizione alla richiesta di archiviazione. Per furto in abitazione la pena passa da tre a sei anni, per furto aggravato si passa dai due ai sei anni, e per la rapina semplice o aggravata (non si fa distinzione), si arriva dai quattro ai dieci anni.

Per il voto di scambio politico (che sottintende il comportamento mafioso) che andava dai quattro ai dieci anni, si arriva dai sei ai dodici. Il rinvio a giudizio o l’archiviazione devono essere chiesti dal PM in tre mesi e per i delitti di stampo mafioso o di terrorismo il termine è fissato a dodici mesi. Infine, (tra altri vari emendamenti e cambiamenti nel “panorama” penale), per la riforma dell’ordinamento penitenziario, il governo valorizza il lavoro e il diritto all’affettività, fatta eccezione per i condannati per mafia e terrorismo. E questo, oseremo dire che è sacrosanto. I due tipi di reati sono di una gravità abissale e certo qualche aggravamento ci vorrebbe.