Preziosi, addio al Genoa, ma il sogno Napoli resta sempre vivo

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Rrahmani
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L’ultima partita del Genoa di Preziosi, è stata quella contro l’Empoli. Oltre a Ballardini, anche il “re dei giocattoli” ha detto addio alla sponda rossoblù. Preziosi acquistò il Genoa nel lontano 2003, appena retrocesso in serie C1. L’imprenditore avellinese portò nel giro di 5 anni la squadra ligure nuovamente in Serie A, rimanendoci attualmente. Ora il controllo della squada è passato al fondo americano 777 Partners.

Sky sport riporta le parole di Preziosi, che ha ribadito il motivo che lo hanno spinto a vendere: “Ho venduto perché non c’erano più i presupposti. C’era stanchezza e inquietudine nel rappresentare una società importante. Ho dovuto continuare e infatti gli errori si sono visti. Quando uno continua ma non sente più le cose e ha l’obiettivo di cedere è diverso rispetto a quando è al cento per cento”.

Il presidente negli ultimi anni è stato spesso contestato dalla tifoseria genoana, soprattutto per i continui calciomercati deludenti. Inoltre la sua figura è stata associata al termine di “mangia-allenatori”, visto i continui cambi di panchina effetuati nel corso della sua gestione. Spesso i media hanno accostato l’interesse di Preziosi all’acquisto di altri club, come il Bari (prima dell’arrivo dei De Laurentiis) o della squadra della città natale, cioè l’Avellino.

Si dice che l’ex presidente del Genoa, abbia provato più volte ad acquistare anche il Napoli. Due anni fa, dichiarò al “Corriere dello Sport” che è un grande tifoso del club campano, fin da quando era un piccolo bambino; affermò anche che provò lo provò ad acquistare quando la società viaggiava in cattive acque prima del fallimento, ma non riuscì mai nell’impresa di prendersi il pacchetto azionario del club partenopeo.