Primarie Usa 2016: Trump e Clinton avanzano

0

Nel secondo super-Tuesday delle primarie democratiche e repubblicane, Hillary Clinton e Donald Trump festaggiano la propria netta vittoria nei reciproci schieramenti. La partita, questa volta, si è giocata in stati importanti come la Florida, l’Ohio, l’Illinois, il North Carolina e il Missouri, dove vari candidati giocavano in casa e il numero di delegati in palio era elevato.

In campo Repubblicano, Donald Trump vince ovunque, tranne in Ohio, dove a vincere è John Kasich (governatore dell’Ohio). Questi guadagna 138 delegati, rilanciandosi in una corsa per la nomination repubblicana, che non lo aveva visto tra le figure di primo piano. Se le primarie hanno sorriso a Trump e Kasich, non ha sorriso, invece, Marco Rubio (il candidato più gradito al partito repubblicano), il quale subisce una clamorosa sconfitta in Florida, stato di cui è Senatore, con conseguente ritiro dalla corsa elettorale. Sebbene i numeri vedano Trump in solido vantaggio, con 621 delegati, seguito da Cruz con 395 e Kasich con 138, i giochi in casa repubblicana non sono ancora finiti. Sia il tycoon di New York che Ted Cruz, infatti, suscitano il malumore dell’elettorato più moderato e, con ancora 1000 delegati da attribuire, il più rassicurante John Kasich potrebbe dire la sua.

In casa democratica, invece, la corsa a due tra Hillary Clinton e Bernie Sanders vede la ex-first lady ed ex-Segretario di Stato vincere nettamente, aggiudicandosi tutti gli stati in palio, con qualche preoccupazione nel solo Missouri, che diviene suo per un pugno di voti. Il computo dei delegati la vede enormemente favorita, con un totale di 1599 delegati (inclusi i 467 superdelegati di partito, che possono votare per chiunque e si sono già espressi per lei), contro gli 844 di Bernie Sanders (26 superdelegati inclusi). La nomination democratica è a 2383; e la Clinton, ormai vicina al traguardo, nel discorso di ringraziamento già prende di mira il probabile avversario repubblicano: “Quando sentiamo un candidato alla presidenza dire che vuole rastrellare 12 milioni di immigrati, quando lo sentiamo dire che vuole proibire ai musulmani l’entrata negli Stati Uniti, quando dice di appoggiare la tortura – tutto questo non lo rende più forte, lo rende il candidato sbagliato“.

Prossima sfida delle primare il 22 Marzo, in Utah, Idaho e Arizona.