Primo Maggio: cortei in tutta Italia. Uniti Cigl, Cisl e Uil: “Il Governo si occupi del lavoro”

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Creare nuove opportunità di lavoro. E’ questo il tema centrale dei cortei che oggi sfilano per le città italiane. Per un primo Maggio non solo all’insegna dei festeggiamenti, ma anche della sensibilizzazione. Fiumane di cittadini a Roma, Torino e Taranto. Ma l’evento centrale quest’anno si tiene a Genova. Protagonisti: Cgil, Cisl e Uil. A Roma, invece, in prima fila c’è il presidente Sergio Mattarella, che in mattinata ha deposto una corona di fiori al monumento dedicato alle vittime sul lavoro, presso la sede centrale dell’Inail.

«Noi non siamo un sindacato di proposta – dice il leader della Uil, Carmelo Barbagallo – ma quando non ci sono risposte c’è la protesta. Il Paese è ancora fermo in stazione e c’è il rischio che quando partirà andrà su un binario morto». Per il Primo Maggio «più che festeggiare dobbiamo impegnarci perché finalmente ci siano delle proposte per la ripresa». Con questo proposito i tre sindacati, Cgil, Cisl e Uil, si sono riuniti nella città ligure. Infatti, ad accompagnare le parole del leader della Uil è la Cisl: «Al Governo – dice Anna Maria Furlan – mandiamo un messaggio molto chiaro, si occupi del lavoro, perché per gli italiani questo è il tema centrale».

D’altronde dello stesso avviso è anche Susanna Camusso (Cgil) che in un intervista all’ Huffington Post ha criticato il Governo, perché «ha deciso di continuare a percorrere tutti gli errori del passato». Il problema è sempre lo stesso: «il paese non si fa ripartire abbassando i salari. Serve dare valore al lavoro, abbattendo le forme di precarietà come i voucher, e contrastare caporalato e lavoro nero», afferma la Camusso.

Dalla capitale, invece, arrivano le parole del presidente Sergio Mattarella. Parole che richiamano l’Italia ai suoi doveri: «Sul lavoro è fondata la nostra Repubblica» creare lavoro è «impegno costituzionale vivo e attuale affinché”la cittadinanza sia piena e non mutilata». Gli ultimi due anni, ha continuato il presidente, sono anni «di crescita moderata» con valori macroeconomici in segno positivo e l’occupazione è cresciuta. Ma «non possiamo accontentarci di numeri ancora limitati rispetto alla dimensione del problema».