Proteste a Hong Kong contro l’estradizione forzata: cancellati tutti i voli

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Fonte Wikimedia Commons

Le autorità aeroportuali di Hong Kong hanno cancellato tutti i voli previsti in giornata a causa delle proteste attualmente in corso nello scalo internazionale di Chek Lap Kok: circa cinquemila manifestanti hanno infatti occupato il principale scalo di Hong Kong per protestare contro il governo locale e la Cina.

Vestiti di nero, gli attivisti della democrazia hanno riempito l’area di arrivo dove si erano radunati per un sit-in di tre giorni  il cui termine era previsto per ieri sera.
Nonostante i media locali riferiscano che la situazione sia sotto controllo, le autorità aeroportuali hanno optato per la cancellazione di tutti i voli previsti in data odierna, lasciando diversi turisti a terra e senza informazioni.

Le operazioni aeroportuali all’aeroporto internazionale di Hong Kong sono state gravemente interrotte a seguito dell’assemblea pubblica all’aeroporto di oggi”, fanno sapere dall’aeroporto in una nota. “Tutto il servizio di check-in per i voli in partenza è stato sospeso. A parte i voli che hanno completato la procedura di check-in e i voli di arrivo che sono già diretti a Hong Kong, tutti gli altri voli sono stati cancellati per la restante giornata”.

La cancellazione dei voli si somma dunque alle preoccupanti conseguenze delle molte proteste in atto ad Hong Kong ormai da dieci settimane. La compagnia aerea Cathay Pacific, pressata da Pechino, ha comunicato ai suoi dipendenti che potrebbero essere licenziatise sostengono o partecipano alle proteste illegali”.

Intanto Hong Kong è stata nuovamente teatro di scontri tra polizia e manifestanti nella giornata di ieri. Centinaia di attivisti, sfidando il divieto delle autorità, si sono radunati nel quartiere Sham Shui Po, dove sono stati dispersi dalla polizia con lanci di lacrimogeni.

Le proteste sono iniziate lo scorso 9 giugno contro il disegno di legge che prevede l’estradizione in Cina per i sospettati di reati. L’iter del provvedimento legislativo è al momento sospeso, ma i manifestanti ne chiedono la completa cancellazione. Hong Kong dovrebbe mantenere il proprio autonomo sistema giudiziario fino al 2047 dopo il ritorno alla Cina nel 1997, in base all’accordo, “un Paese, due sistemi“.