Durante un’intervista a “La Repubblica” l’ex attaccante del Livorno, e del Napoli tra le tante, ha rivelato alcuni dettagli drammatici sulla sua recente malattia. L’ex calciatore si è aperto a cuor leggero
L’intervista a Igor Protti
L’ex calciatore ha scoperto la malattia tramite “qualche perdita di sangue, pensavo un’altra cosa. Poi gli esami, e un quadro più grave del previsto. Non ho realizzato subito, però mi sono detto che un infarto o un incidente sarebbero stati peggio, perché non avrei potuto passare nemmeno un minuto in più con i miei cari”.
Un uomo che passa le sue giornate tra “cure e pensieri, può capire solo chi lo vive. Ma anche l’affetto di tanta gente: non lo avrei mai immaginato, non così. Ora so di avere sbagliato tante cose, di avere buttato troppo tempo in fesserie, in preoccupazioni, tutte cose che non contano. Vorrei dirvi di non fare come me: siate felici di ogni mattina vissuta in salute. Non pensate al futuro da immortali, ma al presente così bello e precario: non abbiamo altro, e dura niente. E fate prevenzione, fate sempre gli esami. Io forse ho aspettato troppo”.
Un richiamo a Napoli
Nell’intervista spazio anche al suo passato azzurro: “Da ragazzino, il mio idolo era Rivera. Nel ’95 chiesi la 10 al Bari, poi alla Lazio e quindi al Napoli, dove naturalmente non potevo neanche pensare di avvicinarmi a Diego, nessuno al mondo poteva farlo. Una cosa simile è anche imbarazzante, però spero che quella maglia incredibile, poi ritirata, sia stata almeno un po’ contenta di essere indossata da me”.
