domenica, Luglio 14, 2024
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Psicoanalisi da ombrellone: come gestire la lettura e i tormentoni latino americani

Noi lettori romantici apparteniamo a una categoria ormai quasi estinta. Non quelli da palloncini rosa a forma di cuore e cioccolatini, ma quelli malinconici, spaesati e nostalgici. Ci capita, talvolta, di non riuscire a frenare l’istintivo impulso di tirare fuori il nostro volumetto consunto alla luce della luna, su una spiaggia deserta, su una panchina in riva al mare. Spesso ci armiamo di ombrellone, pranzo al sacco, e relativi parenti diretti verso le onde. Tuttavia, invece di cavalcarle come gli aitanti surfisti californiani, cerchiamo un piccolo scoglio nell’ombra, senza correre il rischio di abbronzarci, e ci immergiamo in un mare di pagine. I libri sono amanti gelosi. Non gradiscono quando li abbandoniamo per gli sporadici bagni obbligati dalla calura estiva. I capolavori desiderano tutta la nostra attenzione e poche chiacchiere. Vogliono imporci il loro ritmo e negarci la dolorosa abitudine di lasciare il capitolo a metà. Di fronte a noi amanti passionali, esigenti, disperati si stende al sole il lettore da spiaggia. L’iPod incollato ai padiglioni, gli angoli del povero volume straziati dalle orecchie. Questo è il ritratto di una categoria di persone a sé stante, tutti quelli che scelgono i libri “da spiaggia”. Forse noi romantici siamo pedanti, eccessivamente dediti. Davvero se smettessimo di leggere la povera Anna Karenina si getterebbe sotto un treno a metà romanzo? Non si tratta solo di poter riscoprire il languore in un mondo troppo frenetico. A testimonianza i bernoccoli da lampioni che ahimè non si accorgevano che stavamo leggendo, le sfuriate di mamme e nonne se poggiavi l’Idiota vicino alle lasagne. Il multitasking è qualcosa che poco si adatta al lettore, i libri da sottofondo non sono poi così degni di essere letti. Si potrebbe tranquillamente ascoltare Chopin a bordo piscina, ma forse la disposizione d’animo non sarebbe delle migliori. Infatti i coraggiosi sono ben pochi. Dovremmo, perciò, applicare lo stesso metro di giudizio agli autori, come forma di rispetto. Posare, quindi, la divina commedia in un lido sovraffollato e stordito dai tormentoni latino americani e aspettare il pomeriggio piovoso perfetto, si rivelerebbe la scelta più saggia. Tuttavia, consigliare di evitare del tutto gli ambienti leggeri e le granite con gli amici sarebbe poco lungimirante. Tutelare i nostri amati compagni cartacei dai balli di gruppo è sicuramente più fattibile. I romanzetti rosa sembrano invece il binomio perfetto tra l’esibizionismo da spiaggia e l’illusione dell’impegno. Riflettendoci meglio, separare le attività sarebbe più coscienzioso. Una via di mezzo tra il lettore accanito e quello da spiaggia esiste. Non sarebbe meglio ballare, ridere e abbronzarci e poi leggere?

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