Puglia: al via il regolamento attuativo per la cannabis medica

0

È stato necessario più tempo del previsto, ma alla fine la Puglia ha finalmente emanato il regolamento attuativo per l’utilizzo della cannabis medica; era il gennaio del 2014 quando il Consiglio regionale aveva approvato all’unanimità l’uso terapeutico della cannabis.
Una decisione che portava la Puglia ad aggiungersi all’elenco delle regioni dove questo approccio terapeutico è consentito, ma che, tuttavia, non era sufficiente di per sè a rendere operativo il meccanismo.
Questo perché, una volta emanata la legge, è necessario mettere a punto una norma attuativa per rendere effettivo l’utilizzo della cannabis terapeutica. E non tutte le 11 regioni italiane che attualmente hanno in teoria introdotto l’uso medico della marijuana hanno poi, nei fatti, portato a termine l’iter.
Anche la Puglia era tra le regioni che avevano lasciato in sospeso la normativa finalizzata a regolamentare l’uso dei semi di CBD e della marijuana per fini medici. Nelle ultime ore finalmente questa mancanza è stata colmata.
Il consiglio regionale ha infatti approvato il regolamento attuativo, che renderà ora accessibile a tutti i malati l’utilizzo della cannabis terapeutica.
Si parla di persone affette da patologie quali sclerosi multipla, cancro e Sla, che da ora in avanti potranno utilizzare farmaci a base di cannabis acquistandoli direttamente in Italia a spese del Servizio Sanitario Nazionale, senza doverli comprare all’estero.

La delibera n.512 approvata negli scorsi giorni a Bari indica gli indirizzi attuativi per rendere operativa la legge regionale n.2 del febbraio 2014 “Trattamento, prescrizione, preparazione ed erogazione di farmacie preparati galenici derivati da Cannabis, per fini terapeutici.”
Nel concreto, da oggi i medici di base pugliesi potranno prescrivere farmaci cannabinoidi per alcune categorie precise di patologie, tra le quali quelle sopra elencate.
Una svolta che la Puglia, da sempre ritenuta regione all’avanguardia in tema di cannabis e legalizzazione, attendeva da tempo. Basti pensare che lo scorso anno, nel febbraio 2015, un gruppo di cittadini facenti capo al primo Cannabis Social Club italiano, operativo in provincia di Lecce, aveva deciso di coltivare la pianta in autonomia come gesto di protesta; si trattava di pazienti affetti da patologie per le quali la cannabis poteva portare giovamento e che, stufi di dover attendere, avevano deciso di produrre la sostanza per loro conto, pur senza l’autorizzazione della legge.
Da oggi, finalmente, grazie al provvedimento attuativo approvato dalla regione Puglia, non ci sarà più bisogno di gesti eclatanti come quello. E i pazienti che potranno trarre giovamento diretto da questa novità non sono pochi.