“Quando vai” e le due anime di Vince – intervista

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Fonte: immagine autorizzata alla pubblicazione. Credits: Sara Giordano

E’ uscito lo scorso 26 giugno “Quando vai” il nuovo singolo di Vince, artista romano. Il brano fa da collante tra due mondi; tra le due anime di Vince. Quella tendente all’urban di “Ultima Volta” e “Can’t Feel My Face” e quella indie-pop di “Luna” e “Un Altro Giro”.

“”Quando Vai” rappresenta il ritorno di quella mia anima malinconica che, forse anche a causa di questa quarantena è tornata a farsi sentire, con un pezzo che sa di alba, di rossetto e di sigarette spente” racconta Vince. Noi, per conoscere meglio il suo percorso artistico e i suoi progetti futuri gli abbiamo fatto qualche domanda!

Ciao Vince, ci racconti chi sei con una frase?

Ciao! Sono un cantautore/produttore/autore romano di 24 anni che “dà lode alla ragion, ma va ove al cor piace”.

Focalizzandoci sull’ultimo singolo “Quando Vai”. In questo brano fai un po’ ritorno alle origini, al sound indie e nostalgico di “Luna” e “un altro giro”; come nasce il brano? Cosa rappresenta per te?

Il brano nasce durante il lockdown quando vivere era difficile e per trovare l’ispirazione bisognava scavare nei ricordi. Così un giorno in studio mi è tornata in mente l’immagine che forse ho visto più volte nella mia vita: due tacchi allontanarsi da una porta semichiusa. E così ho deciso di raccontare la mia esperienza rubando immagini dalle storie che ho vissuto in questi anni. Penso che spesso sia il sentimento a influenzare la musica e in questo caso la scelta di tornare verso un sound più indie/rap sia stato dettato dal tema più che un qualcosa di deciso a tavolino.

“Ripercorriamo i passi che ci han portato qua” canti in “Quando vai”, ripercorrendo il tuo percorso musicale quanto e in cosa ti senti cambiato dall’inizio ad oggi?

Il mio percorso musicale è iniziato con la mia prima band a 14 anni dove facevo il chitarrista e scrivevo testi e musica punk. Quindi sicuramente il mio percorso è cambiato molto nel corso del tempo e credo che cambiare sia l’unico modo per non morire. In fondo cos’è la musica se non una strada costellata di bivi?

Fonte: immagine autorizzata alla pubblicazione. Credits: Sara Giordano

Da “Luna” a “Quando vai” hai un po’ fatto cambio di rotta per quanto riguarda il genere musicale, dall’indie al rap – pop e viceversa. Qual è il genere che ti rappresenta di più, in cui ti senti più te stesso?

Non credo ci sia un genere in cui mi sento “più me stesso”, ma ci sono tanti generi che amo e che uso come colori su una tavolozza per dipingere il mio stato d’animo del momento, dal blu notte di “Luna” al verde acqua di “Can’t Feel My Face”.

Vince, quali sono le tue influenze musicali? e i 3 dischi che ti hanno cambiato la vita?

Influenze musicali veramente troppe. Sono cresciuto tra la musica dei Led Zeppelin, dei Sex Pistols, dei Genesis con mio padre e tra le note più “nostrane” di Dalla, Battisti, Venditti con mia madre, per poi scavare da solo negli anni per trovare ciò che davvero riuscisse ad emozionarmi. Se devo scegliere tre dischi che mi hanno cambiato la vita, e penso sia una delle domande più difficili alle quali abbia mai risposto, dovrei dire: Nevermind dei Nirvana, Continuum di John Mayer e The Island Chainsaw Massacre di Salmo, ma veramente ne avrei almeno un’altra decina da dire.

Sappiamo che “Quando vai” anticipa un Ep in uscita in autunno. Cosa dobbiamo aspettarci musicalmente parlando dalle tracce?

L’ep che uscirà in autunno non sarà un ep leggero, ma sarà un mettersi a nudo di ciò che ho vissuto sin da piccolo e che solo col tempo sono riuscito a comprendere e quindi mettere su carta. Sono pezzi di me più che pezzi musicali e scriverli è stato veramente intenso, se non difficile. Nell’ep sono dipinti i miei 17 anni, la mia ricerca di un senso, il mio mantra di vita, i segni che mi ha lasciato l’amore negli anni… Mi sono spogliato per mostrare le cicatrici, cercando di raccontarle come fossero ancora dei tagli, con la speranza di arrivare al cuore di chi sente e non si ferma ad ascoltare.