Raggi: Olimpiadi 2024 a rischio? Il punto sulle città candidate

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Virginia Raggi, foto lostivalepensante.it
Virginia Raggi, foto lostivalepensante.it
La neoeletta sindaco di Roma Virginia Raggi, come  tutto il Movimento Cinque Stelle, ha da sempre espresso pareri contrari alla candidatura, anche se non sono mancati continui cambi di opinione, fino all’ultima virata in fase di ballottaggio: “Sono contraria alle Olimpiadi oggi, non in assoluto“.

Ma vediamo di fare luce sui punti di forza e debolezza delle 4 città candidate

Dopo il ritiro di Amburgo sono quattro le città candidate alle Olimpiadi del 2024: Roma, Bucarest, Los Angeles e Parigi. La capitale italiana trova i suoi punti di forza nella bellezza delle scenografie offerte. Il colosseo e i fori imperiali sarebbero un  valore aggiunto che si unirebbe alla consolidata esperienza  nella organizzazione di grandi eventi. Le gloriose Olimpiadi del 1960 sono ancora considerate tra le più belle manifestazioni mia organizzate. Anche sul piano delle strutture la situazione è positiva. I poli sono quelli del Foro Italico, Tor Vergata e della Fiera di Roma dove gli impianti sarebbero già realizzati per il 70%.

Los Angeles invece, entrata in corsa dopo il ritiro di Boston, avrebbe da offrire l’appoggio dei grandi network americani e la presenza di impianti già pronti a funzionare. L’altra faccia della medaglia sarebbe invece rappresentata da difficoltà di ordine logistico. Troppe le distanze da percorre per raggiungere gli impianti e la situazione risulterebbe complicata anche dal traffico infernale della ‘città degli angeli’. Inoltre la scelta di Los Angeles appare poco probabile secondo un dato statistico: dopo Rio 2016 e Tokyo 2020, le Olimpiadi quasi sicuramente torneranno nel vecchio continente.

Budapest  punta ad unirsi alla Russia come unico paese dell’est europeo ad aver mai organizzato i giochi olimpici estivi. Nella capitale magiara il fiore all’occhiello è rappresentato dagli impianti di nuoto, dove verranno organizzati i Mondiali del 2017. La scelta ‘low cost’ di Budapest si pone però come una alternativa debole sul piano politico. La volontà del premier Viktor Orban di costruire un muro “anti immigrati” al confine con la Serbia, sarebbe incompatibile con i valori dell’integrazione che da sempre animano la manifestazione.

La rivale più accreditata di Roma sarebbe quindi Parigi, che in caso di vittoria, potrebbe festeggiare il centenario dalle ultime olimpiadi del 1924.Il solido appoggio del consiglio comunale,che la farebbe ritenere la scelta più serena rispetto alle faide interne al municipio romano, potrebbe comunque riservare delle sorprese. Nel 2017 si terranno le presidenziali e se dovesse vincere Sarkozy la situazione potrebbe modificarsi sostanzialmente; visto che quest’ultimo ha dichiarato di voler concentrare le forze politiche ed economiche del paese su Expo 2025.

La seduta del Comitato olimpico internazionale che annuncerà la città designata, si svolgerà a Lima a settembre 2017.