Raqia Hassan uccisa perchè scriveva troppo

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Raqia Hassan

Raqia Hassan (30 anni) era una giornalista siriana che con le sue parole aveva deciso di combattere il terrorismo. Oggi, purtroppo arriva la notizia della sua morte. Scriveva usando un nickname: Nissan Ibrahim perchè prevenire è meglio che curare ma alla fine l’hanno trovata lo stesso. A confermarne la morte gruppi di attivisti in Siria.

Raqia Hassan

L’obiettivo di Raqia Hassan era riuscire a far conoscere, a sempre più persone, le condizioni di vita a cui gli abitanti della roccaforte islamica, dovevano sottostare. Di recente, aveva pubblicato un tweet: “Ho ricevuto minacce di morte, l’Isis mi arresterà e ucciderà”. Nessuno si è preoccupato di far niente. È stata uccisa perché accusata di “essere una spia”. Raqia Hassan, in realtà, non faceva altro che descrivere e raccontare l’orrore della verità. Questo dovrebbe essere la missione di ogni giornalista che si trova a svolgere il proprio mestiere in zone di guerra. Attraverso la rete, aveva trovato un modo per fare luce sull’Isis che fa paura perchè è un nemico anonimo, in quanto conosciamo solo il sangue che sta versando ma non tutta la sua faccia. Forse, scoperchiare il vaso di Pandora è la cosa che più spaventa i terroristi stessi, perchè poi una volta accertato tutto il male, non ci possono essere più giustificazioni.

Queste le ultime parole pubbliche di Raqia Hassan, su Facebook: ” Sono a Raqqa e ho ricevuto minacce di morte, ma quanto l’Isis mi arresterà e ucciderà sarà tutto ok, perché loro mi taglieranno la testa e io ho la dignità. Meglio che vivere sotto l’umiliazione di Isis”.  Poi, a luglio aveva scritto questo post: “Avanti tagliateci internet, i nostri piccioni viaggiatori non se ne lamenteranno”.