Raqqa in fiamme! La Francia scatena 30 raid aerei

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Nelle ultime ore parte ufficialmente l’offensiva della Francia, quella che nessuno si aspettava. È saltato ufficialmente il trittico “libertà, fraternità ed uguaglianza” della democrazia, forse, più radicata al mondo, quella francese. Sono stati inviati nelle ultime ore 10 jet su Raqqa, la capitale dello stato islamico in Siria, per un totale di almeno 30 raid aerei. Il centro di controllo e di addestramento dell’Isis, nel quale si sono formati gli attentatori parigini, insieme ad altri 20 obiettivi circa sono saltati in area, causa i bombardamenti francesi. Lo conferma il Ministero della Difesa, insieme al giornale France 24. I dati di intelligence, utili a fornire le direttive adeguate alla Francia su dove e come attaccare, sono stati forniti dagli USA, la notizia è confermata dal Wallstrett Journal.
Tutto fa presagire che l’attacco improvviso di quest’oggi abbia aperto un nuovo scenario sul mondo. L’islam radicale, i fondamentalisti, gli assassini sfrenati dell’Isis insomma, paiono non volersi di certo fermare nel loro piano di conquista del mondo: molti i videomessaggi in cui minacciano di attaccare e conquistare prossimamente Roma, poi ancora Londra e Washington. Questa la reazione violenta di una Francia messa sotto scacco, umiliata nel profondo, preoccupata per il futuro, minacciata dall’interno, una reazione forte che provocherà sicuramente altri attacchi da parte di chi scrupoli ne ha davvero ben pochi. Sarà l’inizio della così tanto temuta “terza guerra mondiale”?
Le fantasie dei più si stanno concretizzando, da definire la posizione dell’America, da un lato vista come complice degli islamici per motivi economici, causa il petrolio, dall’altra vista come chiara alleata dei francesi. Le certezze per ora sono ben poche, ma una cosa è palese: il mondo sta affrontando una delle sue piaghe peggiori, una di quelle che diventano più profonde giorno dopo giorno e, adesso che la situazione pare essersi incancrenita, nessuno vuole cedere il passo all’altro. È una lotta tra democrazia e sottomissione, tra Europa e Medio Oriente, tra il buon costume e lo sviluppo del XXI secolo e l’arretratezza culturale, ma soprattutto tra la potenza e la velocità distruttiva del nucleare e la crudeltà delle lame e dei fucili in spalla. Uno scenario pacifico pare essere una vera e propria utopia in questo momento così difficile, il quale, qualsiasi siano gli sviluppi, scriverà sicuramente una nuova pagina di storia contemporanea.