Il Real Madrid è campione di Spagna!

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Fonte foto Pexels

Il Real Madrid ha conquistato la 33° Liga della sua storia, 5 anni dopo l’ultimo titolo. Gli uomini di Zidane hanno battuto per 0-2 il Malaga, arrivando a quota 93 punti e vanificando la rimonta del Barcellona in casa con l’Eibar. Questo trofeo è targato senza alcun dubbio ZINEDINE ZIDANE, perchè il francese è riuscito a gestire una squadra straordinaria portandola alla finale di Champions League a Cardiff e alla conquista della Liga. 30000 tifosi hanno festeggiato a Cibeles, dove Ronaldo ha chiamato i tifosi anche per il sostegno in vista della Champions e dove ci sono stati cori cantati da tifosi e giocatori contro Piquè.

Il Real Madrid non perde tempo e al 2′ va già in vantaggio con Ronaldo che supera in dribbling Kameni, dopo l’assist di Isco, e deposita in rete. Cercano gloria anche Benzema e Kroos, ma il Real Madrid non raddoppia. Dall’altra parte non si ‘scansa’ comunque il Málaga e Keylor Navas deve compiere un miracolo sul calcio di punizione di Sandro Ramírez. Ci prova anche l’ex Catania Keko Gontán, ma il suo colpo di testa da buona posizione finisce di poco alto. Nella ripresa il Málaga parte subito forte con Keko Gontán, ma a segnare è sempre il Real Madrid con il tap-in di Benzema, dopo la deviazione di Kameni sul solito Sergio Ramos che cercava di timbrare il cartellino sugli sviluppi di un corner. Girandola di sostituzioni: Míchel regala la standing ovation a Keko e Sandro Ramírez, ma tutta la Rosaleda si alza in piedi per la sostituzione di Isco che lascia il campo in favore di James Rodríguez. Benzema segna il 3-0 ma è in fuorigioco, mentre Navas continua a parare anche su Recio e Villanueva mentre il neo entrato Chory Castro centra in pieno la traversa. Cerca il gol anche Morata, ma Kameni chiude al saracinesca. Il 2-0 basta comunque al Real Madrid, che fa 33 in campionato in attesa di uno storico Doblete.

Zidane ha poi dichiarato ai microfoni di Fox Sport: “Ci sono stati momenti brutti e complicati, ma alla fine ce l’abbiamo fatta lavorando e lottando ogni giorno e siamo rimasti davanti per 38 giornate. Era importante vincerla perché era da troppo tempo che non ci riuscivamo, era il nostro obiettivo numero uno.”

Tra lo scetticismo dei tifosi dei blancos e del mondo intero, Zidane si è seduto sulla panchina più importante del mondo, e dopo un anno e mezzo ha dimostrato di esserne degno e di poterci rimanere ancora a lungo.