Recrudescenza epidemia, nuove restrizioni in arrivo, parla Speranza

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Recrudescenza epidemia, Lockdown generale non da escludere
Roberto Speranza, Fonte Wikimedia Commons

Nonostante un recente periodo piuttosto calmo dal punto di vista dei contagi, stiamo assistendo ad una forte recrudescenza dell’epidemia. Un ritorno in forze del COVID-19, confermato dagli ultimi dati a disposizione del Governo.

IL DISCORSO DI SPERANZA – L’indice RT è infatti salito a 1,03, mentre prima delle feste natalizie era inferiore a 1. La situazione ha suscitato un dibattito con Roberto Speranza, durante l’ultima puntata di “Che tempo che fa”.

Riguardo l’epidemia ecco cosa ha dichiarato il ministro della Salute: «C’è una fase di recrudescenza del virus in tutti i principali paesi europei, i dati peggiori arrivano dalla Gran Bretagna e questo ci preoccupa […]».

«Io – continua il ministro – venerdì ho firmato un’ordinanza che ha portato in zona arancione 5 regioni, che rappresentano il 44% della popolazione italiana. […] Domani incontreremo le regioni, mercoledì sarò in parlamento e tra giovedì e venerdì ci prepariamo al nuovo dpcm. Saranno confermate le norme vigenti con nuove restrizioni».

Una situazione particolarmente problematica anche per le scuole, nello specifico quelle superiori, cosa confermata da Speranza stesso. «C’è una delicatezza maggiore che riguarda le scuole superiori dove il rischio è più elevato, su cui abbiamo tenuto una maggiore attenzione con la didattica a distanza. Siamo alla ricerca di un equilibrio e non c’è un modello perfetto o una formula magica».

IL VACCINO – In procinto di concludere il suo discorso, il ministro ha dedicato qualche parola anche alle vaccinazioni, dichiarandosi soddisfatto.

«In questo momento siamo il primo paese dell’UE per persone vaccinate. Se ce l’avessero detto mesi fa forse non ci avremmo creduto. Abbiamo bisogno che più vaccini vengano approvati dall’Agenzia Europea del Farmaco. Questa è la svolta che aspettiamo».

Intanto in vista dell’esaurimento delle scorte, Speranza si augura che arrivi quanto prima l’approvazione dell’Ema, per i vaccini di Oxford, AstraZeneca e Irbm.