giovedì, Luglio 25, 2024
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Reddito di cittadinanza: controlli più ferrei da parte della Cassazione

Blocco del conto corrente per chi usufruisce ingiustamente del sussidio statel

Negli stessi giorni della Manovra economica arriva una nuova sentenza della Cassazione. Il governo decide che chi usufruisce indebitamente del reddito di cittadinanza rischia il sequestro totale del conto corrente. Inoltre dovrà restituire la somma indebitamente percepita.

La vicenda in questione riguarda una donna, che, pur avendo trovato lavoro, stava continuando a percepire il reddito di cittadinanza impropriamente. La donna non ha comunicato l’assunzione all’Inps e oltre allo stipendio percepiva quindi anche il Reddito di Cittadinanza. Dopo il blocco del suo conto corrente, la signora ha presentato un ricorso che è stato poi respinto. In seguito il governo ha confiscato le somme a credito erogate dall’Inps, ed incassate ingiustamente.

D’ora in poi quindi nuove regole e denunce per coloro che si approprieranno in modo scorretto del reddito di cittadinanza. La sentenza prevede anche controlli serrati sui requisiti patrimoniali e verifiche dei dati anagrafici di residenza, soggiorno e cittadinanza. Spetterà all’Inps poi comunicare i casi sospetti ai Comuni, e sarà compito dei sindaci di ispezionarli entro 120 giorni.

I limiti e gli obblighi per i richiedenti del sussidio statale sono tutti elencati nell’articolo 20 della nuova manovra economica. Tra i punti nella nuova sentenza vi sono molte le novità. Innanzitutto ora la sospensione del sussidio avverrà dopo il rifiuto di due proposte di lavoro congrue consecutivamente (prima erano tre). La congruità di una offerta di lavoro non dipende più dalla durata di fruizione del Rdc, ma solo dal suo ordine. La prima offerta è congrua se entro 80 km o 100 minuti, la seconda ovunque in Italia.

Infine vi è l’obbligo di presenza per chi non può lavorare ma è destinatario del Patto per l’inclusione sociale. I beneficiari in questione dovranno presentarsi almeno una volta al mese presso i servizi di contrasto della povertà per una verifica delle loro condizioni. Anche in questo caso un’assenza ingiustificata porterà alla sospensione del reddito di cittadinanza.

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