Reddito di Cittadinanza, Renzi: “Deve essere abolito. Nel 2022 referendum per abrogare il provvedimento”

Matteo Renzi torna all'attacco e all'assemblea dei giovani di Confindutria svela: "Proporremo referendum abrogativo del RdC".

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Renzi Fonte: Google

Matteo Renzi da l’ennesima spallata agli ex compagni di Governo del Movimento 5 Stelle andando a ribadire il suo “no” al Reddito di Cittadinanza. Il senatore e leader di Italia Viva, all’indomani dell’uscita del suo libro “Contro corrente” afferma che la misura ha fallito senza mezzi termini nei suoi scopi e che l’Italia si sarebbe indebitata senza creare lavoro e nuova ricchezza.

L’intervento di Renzi non si esaurisce qui. Il politico fiorentino infatti avrebbe anche rivelato l’idea di proporre nel 2022 un referendum abrogativo della misura pentastellata. Una proposta che sta suscitando un aspro dibattito nella aule del Parlamento così come sui social.

La proposta del referendum, ad esempio, sarebbe stata accolta più che entusiasticamente dall’assemblea dei giovani membri della Confindustria dove peraltro sarebbe stata annunciata per la prima volta. Una reazione positiva che non ha fatto altro che acuire il dibattito sociale, finendo per tracimare anche su Twitter, da sempre amplificatore delle tendenze di cronaca e di costume.

Ecco le parole di Renzi intervenuto in streaming video all’assemblea dei Giovani imprenditori di Confindustria di Genova. “Ora facciamo passare tutta la discussione sulla giustizia, ma nel 2022 noi partiremo, dopo l’elezione del Presidente della Repubblica, con una raccolta di firme in tutta Italia per un referendum abrogativo sul Reddito di Cittadinanza. Uno strumento che abitua la nuova generazione a vivere di sussidi”.

Guerra aperta dunque al provvedimento che finora ha prosciugato le casse dello Stato di oltre 12 miliardi di euro in tre anni. Un salasso se si pensa alle difficoltà ormai patologiche nel trovare risorse per garantire beni e servizi alle comunità. Tuttavia analizzando gli umori degli italiani un referendum potrebbe ritorcersi contro al leader di IV, così come già fu per quello sulla privatizzazione di acqua e fonti energetiche del 2011 e che segnò la parabola discendente di Renzi allora a capo del Partito Democratico.