Reggio Calabria: diede fuoco a ex moglie in auto, arrestato

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Foto segnaletica questura - fonte Agenzia di stampa Dire
Foto segnaletica questura - fonte Agenzia di stampa Dire

È stato arrestato dalla Polizia Ciro Russo, l’uomo di 42 anni che martedì scorso ha dato fuoco all’auto su cui si trovava l’ex moglie a Reggio Calabria. La donna, Maria Antonietta Rositani, è rimasta gravemente ustionata. Russo è stato catturato ieri sera, in una pizzeria di Reggio Calabria al termine di un giorno e mezzo di incessante caccia all’uomo da parte degli uomini della Squadra Mobile di Reggio Calabria diretta dal primo dirigente Francesco Rattà e degli investigatori del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, coordinati in loco da Francesca Romana Capaldo dello Sco di Roma.

Una minuziosa attività di estrapolazione di immagini di videosorveglianza e di pressione sul territorio per stringere il cerchio attorno al ricercato per tentato omicidio pluriaggravato. Nel corso di un incontro con i giornalisti tenuto nella sala Calipari della Questura, i due dirigenti hanno illustrato alla stampa i dettagli dell’operazione.

Grazie alle immagini si è compreso che il ricercato era nella zona in cui poi è stato effettivamente fermato. Era in una pizzeria in via Melacrino e stava mangiando una pizza. Nessuno all’interno del locale si era ancora accorto di lui, nonostante la foto diffusa dalla Polizia sin dall’inizio delle ricerche.  Il blitz è stato fulmineo. L’uomo non era armato, non ha avuto nemmeno la possibilità di reagire in quanto gli investigatori gli sono piombati addosso senza lasciargli la minima possibilità di azione. Non ha detto nulla ai poliziotti. “Eventuali appoggi di cui abbia goduto – ha affermato il capo della Mobile – costituiscono oggetto dello sviluppo delle nostre indagini. Se il fuggitivo sia stato protetto da qualcuno nella fuga lo individueremo nel prosieguo delle indagini.

C’è ancora da appurare dove abbia passato la notte. Sono state sentite alcune persone ma nessuno ha fornito elementi che potessero portarci all’individuazione del fuggitivo. Secondo me è rimasto a Reggio perché stava per prepararsi alla fuga. Non ha lasciato la città perché nell’immediatezza dei fatti è scattato subito il protocollo di sorveglianza su tutta la città. Abbiamo allertato tutte le specialità, la Polizia Stradale, la Polizia Ferroviaria, la Polizia Postale, la Polaria, e fin da subito c’è stato un dispiegamento di forze straordinario sicché è possibile che lui abbia potuto accorgersi di questo spiegamento di forze che data la gravità del fatto non potevache essere avvenuto per il suo rintraccio.

È possibile quindi che lui avesse in animo di rimanere in città per il tempo strettamente necessario per prepararsi una fuga oltre i confini della provincia”. L’uomo è stato medicato in Questura dai sanitari di un’ambulanza del 118 probabilmente per delleustioni rimediate quando ha dato fuoco alla ex moglie.