Riapertura degli stadi? Secondo il professore Ricciardi potrebbe accadere

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Tifosi allo stadio, Riapertura degli stadi
Stadio San Paolo, Fonte Wikipedia

Considerato il continuo abbassarsi dell’indice di contagi in Italia, e in alcune zone persino un’assenza totale del virus, la riapertura degli stadi è una realtà sempre più credibile. Lo conferma Walter Ricciardi.

RIAPRIRE SI, MA CON CAUTELA – Professore, consulente del Ministero della Salute, e rappresentante italiano al consiglio dell’OMS. Questi tipi di titoli avvalgono pienamente il suo discorso svolto presso Rai Radio2, più precisamente nel format “I lunatici”.

Secondo Ricciardi gli stadi potrebbero davvero tornare ad accogliere i tifosi, soprattutto dopo la decisione di riprendere il campionato della Serie A. Tuttavia bisogna essere cauti. Difficile infatti gestire così tante persone e assicurarsi che abbiano tutti mascherine e siano distanziati tra di loro. La riapertura degli stadi, come afferma il professore, è quindi: «[…] una ipotesi che si farà nel momento in cui la circolazione del virus sarà ridotta ai minimi termini perché non è da scongiurare il rischio, ma bisogna prepararsi per fare in modo che sia ridotto».

PREVENIRE PIUTTOSTO CHE GUARIRE – In tal senso dichiara inoltre che: «Siamo in una fase di grande miglioramento nella stragrande maggioranza delle regioni anche se “non ne siamo usciti” e dobbiamo essere ancora vigili per evitare una seconda ondata. Dobbiamo far capire ai Paesi che confinano con noi che la situazione nella stragrande maggioranza delle regioni italiane è positiva perché alcuni Paesi sono allarmati perché vedono i dati della Lombardia e sono ancora un po’ preoccupati – facendo riferimento al recente caso dell’Austria».

Ricciardi conclude invitando gli italiani a stare molto attenti. «A settembre o a ottobre quando torneranno i virus respiratori, i pronto soccorso devono essere pronti. Il virus oggi circola nella stessa maniera e non è mutato. Si vedono pazienti diversi perché siamo diventati più bravi a identificarlo e a curarlo. Ma il virus continua a circolare ed è pericoloso come era all’inizio».