Riapertura ristoranti per 48 ore in Campania: “È una beffa”

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Riapertura ristoranti, Chiusura dei ristoranti
Restaurant, Fonte Pixabay autore Hsojhsoj
È dal 15 novembre che i luoghi di ristoro sono chiusi in Campania. Tuttavia una riapertura dei ristoranti è prevista, ma solo per 48 ore. La cosa divide. Una parte dei ristoratori è ovviamente pronta a cogliere tale occasione, ma pervade anche una certa insoddisfazione. Una insoddisfazione dovuta principalmente alla breve durata proposta dal Governo e alle incertezze per il futuro.
LE TESTIMONIANZE – A testimonianza di tali incertezze e dubbi sull’avvenire di questo business, ci sono varie dichiarazioni.
«Regina Margherita è pronto per il primo pranzo – afferma con fierezza Andrea Macchia, socio del locale – I miei ragazzi mi hanno convinto a rialzare la saracinesca dopo tanti mesi»«Riapro per evitare la depressione e ridare vita alla zona – dichiara invece Mariano Vitiello, titolare di “Nenella”. Continua rivelando che: «I ristoratori non sanno cosa fare. È un disastro. […] Le vaccinazioni non procedono velocemente. Se si continua con questo ritmo ne usciremo tra 3 anni. In totale mi sono arrivati 36mila euro di ristori, ma per chiudere il 2019 ho dovuto pagare 280mila euro fra tasse e speseIl mio dispiacere più grande è per i ragazzi. Sono 30: nel primo lockdown li ho mantenuti. Ora non ho più i soldi per farlo […]. Ho chiesto un prestito di 180mila euro alla banca, a fronte di 1,8 milioni di fatturato all’anno e me ne hanno dati 100mila. Nel 2020 ho fatturato 350mila euro, incassi di gennaio e agosto».
RIAPERTURA SELETTIVA – Nonostante le difficoltà la riapertura dei ristoranti non è purtroppo un lusso di cui tutti i locali possono vantarsi, come lo conferma Antonio Rapullino, socio di “Giuseppone” e “Alba la Grigliata”«Giuseppone, gestito da mia moglie, non aprirà, ma Alba la Grigliata sì. Ma le risorse sono finite. Riaprire per 48 ore è una beffa e insieme una prova, anche se incasseremo poco».