Ricordando Černobyl, a trent’anni dal disastro nucleare

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Mattina del 26 Aprile 1986 ore 1.23, il reattore n.4 della centrale nucleare di V.I. Lenin esplose rilasciando elevatissime quantità di materiale radioattivo che nelle settimane successive si sparse nell’atmosfera arrivando in varie parti del mondo, soprattutto nell’Europa Centrale. E’ stato il più grave incidente mai verificato in una centrale nucleare. Un incidente catastrofico che ha raggiunto il livello 7 della scala Ines insieme al disastro di Fukushima del marzo 2011.

L’incidente è avvenuto per gravi mancanze del personale, ma i problemi principali erano nella progettazione dell’impianto e nella gestione amministrativa ed economica. Tutto iniziò da un semplice test che tramutò in disastro a causa della violazione di diverse norme di sicurezza, gli addetti ai lavori portarono ad un brusco e incontrollato aumento della temperatura del nocciolo del reattore 4 che provocò la scissione dell’acqua di refrigerazione in idrogeno e ossigeno a temperature talmente elevate da provocare la rottura delle tubature del sistema di raffreddamento. Il contatto della grafite e dell’idrogeno con l’aria provocò una forte esplosione che distrusse il coperchio del reattore e portò ad un enorme incendio. Da questa esplosione fuoriuscì materiale radioattivo che contaminò tutte le aree circostanti. Ma il danno maggiore fu arrecato dalla nube tossica e radioattiva che colpì poi i paesi confinanti, Finlandia, Norvegia, Svezia e non solo,  infatti la nuvola arrivò anche in Francia, Italia, Germania, Svizzera addirittura fino alle coste nord dell’America.

Le conseguenze del disastro di Chernobyl sono state terribili, per via della nube radioattiva migliaia di persone sono morte di tumore, soprattutto alla tiroide. Negli anni post incidente ci sono stati casi di bambini nati malformati proprio per l’esposizione a queste forti radiazioni. L’incidente di Chernobyl portò le  grandi nazioni che utilizzavano il nucleare ad aumentare gli standard di sicurezza ma soprattutto  servì a progettare un eventuale piano di smantellamento delle centrali nucleari nel mondo. Un esempio è la Germania che negli ultimi anni sta piano piano azzerando i propri impianti nucleari.

Chernobyl ha dato un forte scossone ma non è bastato,molte nazioni si ostinano a detenere ancora l’energia nucleare e non varano piani per chiudere i propri impianti ed investire sulle energie rinnovabili. Come sempre l’uomo imparerà la lezione solo dopo un ennesimo disastro. Infatti ci siamo andati vicini per la seconda volta con Fukushima.