Rimini si è fatta “green”: è suo il 16° posto nella classifica dei capoluoghi più attenti alla qualità dell’Ambiente Urbano

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Rimini, famosa per essere una delle mete estive più frequentate da turisti di tute le età, da anni si sta adoperando per migliorare la qualità della vita di chi, invece, vive in città tutto l’anno. Tra le altre cose, il comune romagnolo ha puntato forte sul miglioramento dell’ecosistema urbano, sicuramente un fattore fondamentale per valutare la qualità della vita a Rimini.

 

A suon di oculate politiche di riqualificazione dell’ambiente urbano e di tempestivi interventi sul territorio, Rimini ha scalato la classifica, redatta annualmente da Legambiente e Ambiente Italia, delle città più “verdi” del Bel Paese. Obiettivo ulteriore di queste opere di miglioramento, è sicuramente quello di aumentare l’attrattività di Rimini, al di là del settore turistico. Ovvero quello di qualificarsi come una città in cui valga davvero la pena valutare se comprare casa e trasferirsi a Rimini. Lo studio, giunto al 25esimo anno di età, si basa su 17 parametri raggruppati in 5 macro aree (aria, acqua, mobilità, ambiente urbano e rifiuti).

 

Rimini in classifica.

 

Rimini si prende la 16° piazza (sul totale dei 104 capoluoghi di provincia italiani), guadagnando ben 13 posizioni rispetto all’anno scorso (+16 rispetto al 2016, +17 sul 2015). È guardando sul lungo periodo, però, che ci si rende conto del lavoro svolto dall’amministrazione comunale: nel 2009, Rimini occupava solo la 50° posizione, mentre oggi si trova saldamente in Top20.

 

Rimini si piazza al 16esimo posto, dicevamo, terza tra i capoluoghi dell’Emilia Romagna, dopo Parma (2°) e Bologna (10°), con un punteggio di 64,27 su 100. Il comune romagnolo ha raggiunto i risultati migliori nella categoria “ambiente”, con il 6° posto nella classifica del numero di alberi per abitanti (32) e l’8° per il numero di metri quadri di isole pedonali per persona (1,06). Funziona bene anche il sistema di trasporto pubblico, con due dati in Top20: 16° nella classifica “Passeggeri del trasporto pubblico” (142 il rapporto tra passeggeri/abitanti) e 18° in quella sull’“offerta di trasporto pubblico” (37 km-vettura per abitante).

 

Ottime le performance anche riguardanti l’efficienza della rete idrica e le problematiche legate alla dispersione di H2O (24°), il tasso di motorizzazione (28°) e la racconta differenziata (32°), arrivata ormai a riciclare il 65% dei tanti rifiuti urbani prodotti in città.

 

Le problematiche.

 

Non sono tutte rose e fiori, anzi. L’altissima mole di rifiuti prodotti – dato su cui incide notevolmente il turismo, spesso sconsiderato – è uno dei problemi principali di Rimini che, in questa categoria, raccoglie il suo risultato peggiore, piazzandosi addirittura al quintultimo posto. Male anche la qualità dell’aria respirata in città, criticità che accomuna, chi più chi meno, tutte le province del bacino padano: Rimini si piazza in 74° posizione, fermo restando che la concentrazione media annua di PM10 nell’aria non supera i limiti fissati per Legge e dall’UE.

 

Quest’ultimo dato è da te tempo sotto la lente d’ingrandimento e sono già previsti interventi futuri che dovrebbero andare ad abbassare il livello di inquinamento ambientale. In questo senso si è espressa Anna Montini, assessora all’Ambiente, che ha esposte le principali opere pronte ad essere realizzate: “Il 2019 assisterà all’apertura del TRC (il Trasporto Rapido Costiero); insieme a questa importante infrastruttura, l’altra grande infrastruttura “dolce” che contribuisce a decongestionare il traffico sono la bicipolitana e l’anello verde delle piste ciclabili che, entro la fine del mandato, aumenterà di ulteriori 20 kilometri sia nell’entroterra, con la rete ciclabile che verrà estesa sulle direttrici di collegamento principali, sia in altre zone della città che vedranno anche un miglioramento della qualità dei percorsi sul lungomare con i lavori per il Parco del Mare.

 

Queste misure hanno anche l’obiettivo di assorbire parte del traffico veicolare privato, incidendo in maniera significativa anche sul tema della qualità dell’aria e della presenza di inquinanti, tra cui il famigerato PM10. “Un tema – continua Anna Montiniche per la sua importanza non vogliamo e non possiamo affrontare solamente sul versante emergenziale, con blocchi temporanei del traffico ad esempio, ma soprattutto potenziando le infrastrutture che rendono possibili alcune alternative pubbliche ed ecologiche al trasporto privato su auto”.

 

Il Parco del Mare, infine, dovrebbe portare sostanziali benefici sia in termini di fruibilità ciclo pedonale, sia in termini di mitigazione degli effetti del cambiamento climatico, grazie anche ad una maggior estensione delle superfici di verde urbano.

 

Il commento alla classifica.

 

Anna Montini, comunque, si è detta soddisfatta dei risultati raggiunti da Rimini, guardano al 16° posto conquistato in un ottica più ampia: “Le classifiche hanno sempre un peso relativo, ma significativo ed evidente è il miglioramento della qualità ambientale, confermato anche dal trend positivo sul medio periodo. Aldilà del gioco delle posizioni, ciò che ha valore è il consolidarsi di Rimini come una realtà che ha colto l’importanza delle politiche di sostenibilità ambientale dove dimostra di riuscire a migliorarsi di anno in anno. Numeri chiari, come il miglioramento sulle reti idriche, che dimostrano la bontà di alcuni importanti interventi di miglioramento strutturale, o come quelli sul verde urbano o per il rapporto tra abitanti e numero di coloro che utilizzano mezzi pubblici”.