Risarcimento danni per negligenza medica: cos’è e come ottenerlo

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rear view of surgeons preparing for operation in operation room at the hospital

La responsabilità medica consiste nella responsabilità professionale di chi esercita attività sanitaria, per danni provocati a pazienti a causa di errori, omissioni o violazioni degli obblighi relativi all’attività stessa. Si tratta di un tema particolarmente delicato che abbraccia numerosi concetti. La negligenza, in linea generale, equivale alla mancanza di impegno, di attenzione e di interessamento nel compimento dei propri doveri e nell’espletamento delle mansioni affidate. In campo sanitario purtroppo questo è un fenomeno largamente diffuso in Italia (ma non solo).

Diffuso a tal punto che la richiesta di risarcimento danni per negligenza medica è uno degli indennizzi di cui è fatta maggiormente domanda. Non sempre giustizia è ottenibile, non sempre il risarcimento è corrisposto. Sicuramente non è un campo affrontabile dal solo cittadino. Per questioni così sensibili è meglio affidarsi ad esperti del settore, come www.malasanita360.it, che da decenni offrono assistenza a chiunque denuncia di aver subito danni e lesioni per malasanità.

Negligenza medica: cos’è e come evitarla

La negligenza in campo medico quindi è data da un determinato comportamento tenuto dal medico o dalla struttura sanitaria che provoca un danno al paziente. Un comportamento che si traduce in un errore, omissione o violazione degli obblighi relativi all’attività sanitaria stessa. Le leggi in materia di negligenza medica richiedono che, per essere ritenuta tale, vi siano degli inconfutabili elementi:

  • l’assistenza fornita è al di sotto dello standard ordinario previsto da figure simili in medesime condizioni
  • deve esistere una relazione professionale tra operatore sanitario e parte lesa
  • deve essere stato provocato un danno dalla deviazione dal trattamento standard applicato

condizioni queste che si verificano molto più frequentemente di quanto non si possa pensare. Il più delle volte, molti medici e strutture sanitarie, sottoposti a pressione per eventuali risvolti legali, tendono ad agire non tenendo del tutto conto del benessere e degli interessi dei propri pazienti. Ad esempio, capita molto spesso che un medico si trovi a prescrivere esami non necessari dal punto di vista medico, solo per evitare anche la più piccola e remota possibilità di una futura contestazione legale da parte del paziente.

Un approccio che espone i pazienti a rischi correlati ai trattamenti a cui sono sottoposti e spese non giustificate. Si tratta quindi di un comportamento eccessivo e inopportuno che può avere anche conseguenze molto gravi.

Risarcimento danni per negligenza medica: cosa dice la legge

La legge di riferimento in questo settore è la Legge Gelli-Bianco, al cui articolo 7 comma 1 dice:

La struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica o privata  che, nell’adempimento della propria obbligazione, si avvalga dell’opera di esercenti la professione sanitaria, anche se scelti  dal  paziente  e ancorché’ non dipendenti della struttura stessa, risponde,  ai  sensi degli articoli 1218 e 1228 del codice  civile,  delle  loro  condotte dolose o colpose”.

E a seguire, sempre nel medesimo articolo, comma 3 cita:

3. L’esercente la professione sanitaria di  cui  ai  commi  1  e  2 risponde del proprio operato ai sensi dell’articolo 2043  del  codice civile,  salvo  che  abbia  agito  nell’adempimento  di  obbligazione contrattuale   assunta   con   il   paziente.   Il   giudice,   nella determinazione del risarcimento del danno, tiene conto della condotta dell’esercente la professione  sanitaria  ai  sensi  dell’articolo  5 della presente legge e dell’articolo 590-sexies  del  codice  penale, introdotto dall’articolo 6 della presente legge”.

In altre parole sia le strutture sanitarie che i medici privati sono responsabili delle proprie scelte e attività e ne rispondono alla legge per eventuali danni causati a persone terze.

Quando un errore medico è risarcibile

Non tutti gli errori medici possono essere oggetto di risarcimento. In pratica può essere inoltrata richiesta per qualunque danno subito, ma non è detto che si ottenga quanto auspicato. In molti casi la strada per ottenere un risarcimento danni per negligenza medica è lunga e ardimentosa. Le norme stabiliscono che affinché sia possibile intervenire e richiedere un risarcimento di un danno per malasanità, l’errore medico deve:

  • aver provocato un danno
  • il danno deve essere dimostrabile con documentazione medico scientifica
  • il danno deve essere permanente o semi-permanente

Se venisse meno anche una sola di queste proprietà, sarebbe sempre comunque possibile richiedere il risarcimento, ma l’ottenimento sarebbe davvero difficile da raggiungere.

I tempi per richiedere il risarcimento

L’inoltro di richiesta risarcimento danni per negligenza non è infinito. Anche su questo punto la legge ha stabilito una tempistica ben precisa. Si devono distinguere due casi

  1. Il danno è stato provocato da un dottore dipendente di una struttura sanitaria
  2. Il danno è stato provocato da un medico privato

Nel primo caso i tempi per presentare richiesta di risarcimento sono di 10 anni, prima che il caso cada in prescrizione. Nel secondo caso invece le tempistiche si abbassano a 5 anni. In entrambe le ipotesi comunque il decorso inizia da quando il paziente si è reso conto di aver subito un danno.